Francesco Foti: “Figlio di emigranti contromano” | Si racconta tra i set de “Il Cacciatore” e non solo | INTERVISTA

Mia madre è di Milano, mio padre triestino, e io sono nato a Catania. Dico sempre che sono “Figlio di emigranti contromano”.

Inizia così la bellissima chiacchierata con l’attore di tv Cinema e Teatro Francesco Foti.
Una chiacchierata al sapor di intervista perché Francesco Foti e Dicia (la sua “cana”, come lui stesso la chiama), ti accolgono nei loro ricordi come si farebbe con un amico curioso di saperne di più.


Raggiunto telefonicamente Foti, ho avuto il piacere di passeggiare tra i suoi impegni lavorativi e tra i suoi ricordi familiari e di lavoro.
Impeganto attualmente su vari set per mamma Rai, tra cui quello de “Il  Cacciatore, l’attore ci spiega: “Della terza stagione de Il Cacciatore, non posso svelare molto. Chi ha seguito la precedente stagione sá come si è conclusa e quindi posso dirvi che non sarò presentissimo…mettiamola così ecco(sorride).”
Volgendo poi lo sguardo verso la famiglia, ci racconta: “Da ragazzo andavo allo Stabile con i miei genitori. Non ho mai sognato il palcoscenico come professione, era “lungissimo” da me. A 25 anni poi ho provato a farne un mestiere, ed oggi è il mio lavoro.”

La serie tv il Cacciatore è arrivata  alla terza stagione, che la vede impegnata proprio in questo periodo sul set. Cosa possiamo svelare in merito ai nostri lettori?
Ma sopratutto come si vive un set ai tempi del Covid?
L’anno scorso ero praticamente quasi ogni giorno sul set della seconda stagione de Il Cacciatore. Era un set pienissimo direi. Ad oggi non posso raccontarvi molto della terza stagione, sappiate che Carlo Mazza (il mio personaggio), con Saverio Barone (interpretato da Francesco Montanari), non si incontreranno molto giusto che le loro strade si dividono, ma ci sarà occasione di farli incontrare. Saranno scene molto belle…e ho detto tutto(sorride).
Attualmente però sto girando anche una fiction per Rai1 con la regia di Paolo Tavani. Un film questo che gira intorno alla figura di Pirandello. Sarò in compagnia di Marco Bocci, Bianca Guaccero e dovrebbe chiamarsi “Fino all’ultimo battito”(sempre se non ci siano cambi). Il mio personaggio sarà quello di un avvocato di un boss dalla doppia faccia.

Lei racconta spesso che era solito andare con i suoi genitori a teatro da ragazzo. Come spettatore, sognava già il palcoscenico?

Ma assolutamente no, non come professione, era “lungissimo ” da me. Lo dico sempre è vero, ma e’ proprio così. Mi piaceva sai l’ambiente, ma non ero uno di quelli che si infilava dietro le quinte una volta finito lo spettacolo. Però quando andavo in vacanza nei villaggi turistici, insieme ad altri amici organizzavamo l’animazione alternativa all’animazione vera(sorride). Ma senza velleità, zero.

A 18 anni poi si iscrisse all’Università
Si, ma sin da subito ho capito che dovevo dare sfogo alla mia parte artistica, altrimenti sarei impazzito. Così iniziai a frequentare un corso di teatro e nel durante, mi accorsi che non era affatto male, stavo bene sul palco e tutto ciò che girava attrorno a quel mondo mi piaceva. Anche io non ero per niente male, mi sembravo “BUNAZZO”, come si dice a Catania. Ero discreto e avevo grandi margini. Ma sopratutto la passione restava(perché sono un po’ discontinuo). A 25 anni poi ho provato a farne un mestiere e mi sono iscritto all’ Accademia Paolo Grassi e ho ricominciato da zero. Oggi è il mio lavoro.

Tanti i personaggi da lei interpretati, ma quale tra i tanti ha amato di più (o magari odiato). Quale invece che avrebbe voluto interpretare ma ancora non e’ arrivato?

Come si dice? Ah si “Il più bello sará sempre il prossimo”. Perché il prosssimo sarà tutto da ricominciare, da studiare e scoprire. In realtà ho amato più o meno quasi tutti i miei personaggi, anche quelli minori. Per lungo tempo tu instauri un rapporto profondo con il personaggio, anche se si rivela il peggiore di tutti. Sicuramente fra tutti, ad oggi scelgo(perché sposo appieno i suoi principi), Carlo Mazza de Il Cacciatore.

Foti promuove o boccia Francesco ogni qualvota si rivede?
Innanzitutto mi studio. Ultimamente spesso mi promuovo abbastanza. Anche se io non è che abbia un bellissimo rapporto con me. Non sono come quei tipi che dicono che non si rivedono mai. Io mi riguardo sempre e solo da un po’ di anni mi rivedo discretamente meglio. Quindi gli studi stanno dando i loro frutti.

Personalmente se penso a Francesco Foti attore, la mente mi rimanda alla serie tv Rai “Raccontami”, in cui veste i panni di Pietro.

Intanto mi fa paicere che tu ti ricorda di Pietro. Ecco lui è tra i personaggi che ho amato tanto e secondo me la Rai produzione e gli sceneggiatori, non hanno capito la forza di quel personaggio, e l’importanza di Pietro, e non dico questo perché ero io a interpretarlo.

Leggendo la sua biografia, mi ha colpito molto una frase che lei aggiunge per rafforzare la spiegazione sulla sua infanzia. Cito testualmente: “Figlio di emigranti contromano”.

Mio padre era di origini messinesi ma e’ triestino. Conobbe mia mamma milanese doc. Offrirono così un primariato a mio padre a Catania e così partimmo tutti per il Sud. Quando sono arrivato in Sicilia o meglio a Catania, io e mio fratello abbiamo dovuto imparare la lingua e le tradizioni. Diciamo che ci siamo “inventati siciliani”. Non è stato semplice, ma adesso abbiamo atticchito bene con la Sicilia.

Mi perdoni la franchezza, ma da apolide tutto ciò avrà sicuramente influito su di lei.

Con i pro e con i contri del caso, sono assolutamente un apolide. Sicuramente sento che le radici mancano, cosa che da una parte può essere un pregio perché dove mi metti la sto (sorride). Per farti un esempio, ho molti amici che sono fuori per lavoro, e tanti di loro tornano per rivedere il mare. Io ad esempio non ho questa mancanza e questo attaccamento al mare.

Emanuel Kant sosteneva che: “Puoi conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui egli tratta gli animali”. Se Dicia potesse parlare come descriverebbe il cuore del suo fedele Francesco?
Ah se in questo momento potesse parlare, proprio ora che la sto accarezzando, sicuramente parlerebbe benissimo di me. Siamo molto amici,anzi di più, diciamo la verità (sorride). Dicia mi emoziana tanto e sono sicuro che direbbe che sono una persona che cerca di far bene(nel senso pratico), sia sul lavoro che nela vita, con tutti problemi e i limiti del caso.

L’anno che sta arrivando, tra un anno passerà; cantava Lucio Dalla. Ecco prima di salutarla e ringraziarla le chiedo: “Se il 2020 fosse un amico in partenza e il 2021 l’amico in arrivo, in un ipotetica lettera a cuore aperto, cosa scriverebbe?

Al 2020 gli scriverei di godersi la meritata pensione e di ritirsi in un luogo appartato a godersi l’anzianità di anno passato. Il 2021 sarà nuovo ma di certo non proprio nuovo, perché arriva sempre dal 2020. Possiamo solo sperare che si allontani sempre più da questo 2020 per arrivare verso lidi migliori. E comunque tra molto meno di un anno passerà…per fortuna.

Foto di Francesco Maria Attardi, Alessandro Pizzi, posati di Asiyat Gamzatova e quelle da Il cacciatore di Floriana Di Carlo

Rosa Spampanato

Rosa Spampanato anni 37. Amante della scrittura. Articolista per M Social Magazine Articolista per il Quotidiano LaSicila Collaboratrice per il Magazine Cherrypress e per la testata locale Rivista Zoom Sezioni di Riferimento Cinema TV Musica