Stefano Bini conduce insieme a Fabrizio Biggio e Melissa Greta Marchetto “IL LATO POSIVITO” su RAI2: “Finalmente c’è una striscia di buone notizie” | INTERVISTA

Per quattro puntate, in seconda serata alle 23,30, debutta su Rai 2 “Il Lato Positivo”. Un programma di buone notizie, condotto da Fabrizio Biggio, Melissa Greta Marchetto e Stefano Bini.
Quattro puntate nelle quali raccontare storie di chi ha fatto scelte diverse e innovative grazie anche alla tecnologia, guardando al futuro con fiducia, reinventando sé stessi e la propria vita. Stefano Bini, giornalista, autore e conduttore, scende in campo con l’entusiasmo e la convinzione di chi sa davvero cosa significhi cercare sempre “Il lato positivo”

“Sono felice di fare parte di questo programma che ho affrontato con grande entusiasmo”, mi racconta Stefano:perché fa parte di me: è un cerchio che si chiude. Credo che sia importante capire che noi siamo gli altri e che ogni giorno può essere la nostra missione, quella che ci fa chiudere la giornata pensando positivamente.”

Stefano con Il Lato Positivo sarà portatore di buone notizie dall’Italia e dal mondo diventando cassa di risonanza per voci che diversamente sarebbero inascoltate. Notizie strane, sui generis, buffe che hanno sempre e comunque trovato il loro lato positivo, portando una ventata di speranza a tutti noi.

“Per questo entusiasmante ritorno in Rai” conclude poi Stefano: “ringrazio i miei impresari, Nando e Silvio Capecchi e il direttore di Rai2 Ludovico Di Meo”

Debutto su Rai2 con “Il lato positivo”, un contenitore che raccoglie speranze, ma soprattutto un programma di buone notizie. Obbiettivo, raccontare di chi ce l’ha fatta nonostante i problemi che la vita ogni giorni ci pone davanti.

Quando il direttore di Rai2(Ludovico Di meo), m’ha proposto di entrar a far parte di questo programma, ne sono stato molto felice. E’ un programma positivo che si sposa meravigliosamente con la mia personalità. E poi essere al fianco e di Fabrizio Biggio, e Melissa Greta Marchetto con il quale abbiamo fatto squadra, è stato davvero bello, e ovviamente lusingato di essere li con loro.

Di cosa parlate in questo programma?

Di notizie positive, ma soprattutto di imprenditori, studenti, ovvero persone che sono riusciti ad andare avanti nonostante il Covid. Tra schetch notizie positive, racconti belli, e risate, il telespettatore (il Giovedi sera alle 23:50 su Rai2) tira un sospiro di sollievo, e sicuramente penserà: “Ah menomale che c’è questa striscia di 35minuti in cui si può sorridere.”

Il conduttore televisivo americano Phil Donahue, sosteneva che: “Per un giornalista, le buone notizie spesso non sono nemmeno notizie.” Frase che ahimè rispecchia tanti pensieri e non solo nell’ambito del giornalismo.

Proprio per il mio carattere così solare, quando mi hanno proposto questo programma, ho pensato: “Finalmente c’è una striscia di buone notizie”, e sono più che certo, che l’italiano dopo una giornata faticosa, dopo un anno di bombardamento mediatico, voglia vedere alla fine della giornata, un po’ di positività. Purtroppo la brutta notizia fa Share, mentre quella buona no. Basti pensare ai programmi sia di informazione che di intrattenimento…quando sono strappalacrime, tristi, e vanno a scavare nel male delle persone, hanno tanto pubblico che li segue. Però c’è da dire che non è sempre così, e la prova ci viene dal programma con Bonolis “Avanti un altro di sera”, ha fatto più di quattro milioni d’ascolti. Il programma di Pio ed Amedeo: “Felicissima Sera”, contro ogni previsione, (perché loro sono molto più da Italia Uno),hanno fatto più di quattro milioni di telespettatori. Questo cosa vuol dire? Che la gente ha bisogno e ha necessità di vedere un qualcosa di positivo. La gente ha voglia di accendere la tv e ridere e non ha più voglia di piangere. Vogliono si informarsi, ma voglio dei contesti in cui ci sia uno spiraglio di luce. E noi con il nostro programma, cerchiamo di dare un po’ di sorrisi, che è la cosa più importante adesso.

Tornado all’informazione positiva e che regala sorrisi, qual è la tua sezione di riferimento?

Io mi occupo di notizie positive, delle notizie sui generis dall’Italia e dal mondo. Quindi io racconto tutte quelle notizie che nell’ultimo anno sono state sommerse , ma che comunque cerano. E così riusciamo a strappare un sorriso , diamo informazioni positive , e secondo me è proprio la collocazione giusta e il periodo giusto.

Pensando al futuro del programma (che ripeto va in onda in seconda serata alle 23,30, su Rai 2), credi che sia collocabile in un’altra fascia? Magari il pomeriggio con famiglia e ragazzi?

La collazione de “Il lato positivo”, la vedo o in una seconda serata anticipata, o nel pomeriggio, dove le persone si vogliono rilassare, e sentire notizie positive dopo che già durante la mattina e il pranzo hanno ascoltato i Tg.

Banale chiederlo, ma qual è la notizia più bella che hai dato? O che personalmente t’ha colpito?

Un una Università americana, da crediti extra in educazione fisica, a tutti quegli studenti, che vanno a tagliare il prato alle persone anziane malate di Covid. Il fatto, non è la notizia in sé, ma è la bellezza d’animo con il quale questi giovani ragazzi, abbiano aderito a quest’iniziativa. E la cos ancora più bella(che poi secondo me è la notizia vera), è che hanno aderito tantissimi studenti. E io voglio pensare che non è che hanno aderito per i crediti formativi, ma proprio per far del bene al prossimo.

Stefano Bini, nelle difficoltà che la vita ci mette davanti, dove lo trova “Il  lato positivo”, nelle cose?

Primo trovare il pensiero positivo dentro me, perché se una giornata è stata pesante, lo resta lo stesso. Secondo trovare la forza dentro di te, l’entusiasmo di reagire e dire: “Oh mi fermo sto tranquillo e ritrovo un po’ di forze.” Mai fermarsi a pensare, più che altro agire, come cucinare, portare a spasso il cane, leggere, o ascoltare musica, o una bella chiacchera con un amico. Le brutte giornate anche se inevitabilmente ci sono poco mi rappresentano, quindi mi concentro su me stesso.

A soli 22 anni, ahimè un brutto male ti colpisce. Male che con grande forza e coraggio hai superato brillantemente. E così pensando alla tua storia, mi son tornate alla mente le parole di Tiziano Ferro: “Arriverà la fine ma non sarà la fine.”

Si, si è così, perché a soli 22 anni, non ho avuto solo un brutto cancro, ma il mio cancro è stato un cancro al terzo stadio. Praticamente ero nella tomba, eppure sono riuscito a guarire, e sono qua. Ho toccato il fondo, ma pian piano sono risalito, grazie alla mia forza interiore, e grazie anche ai miei parenti più stretti e agli amici, e sport come la pallavolo, mi hanno aiutato tantissimo. Non da meno è stato il mio lavoro, nel senso che quando ero ricoverato, scrivere e inviare curriculum per aver una collaborazione, m’ha reso vivo, perché io volevo uscire da quella stanza d’ospedale. Ma questo mi dava l’idea che un qualcosa nella mia vita mi dava un futuro. Io non pensavo alla brutta notizia io pensavo già ad un nuovo futuro.

Rosa Spampanato

Rosa Spampanato anni 38. Amante della scrittura. Articolista per M Social Magazine Articolista per il Quotidiano LaSicila Collaboratrice per il Magazine Cherrypress Collaboratrice per la Testata Giornalistica VanityClass Sezioni di Riferimento Cinema TV Musica