“Play Music Stop War”, le azioni pacifiste di Sant’Egidio che hanno colorato il centro di Roma | REPORTAGE

“+ PAROLE – ARMI”: simboli e lettere giganti, tenute in mano da altrettanti giovani volontari della Comunità di Sant’Egidio sul palco, indicano la rotta, assieme agli strali colorati che si sono slacciati lungo la platea seduta, per raggiungere idealmente l’Ucraina e indicare, ancora una volta, la posizione italiana nei confronti della guerra. Sabato sera, da Piazza del Popolo, si è sentito l’urlo solidale e pacifista di migliaia di persone, durante l’evento “Play Music Stop War”. Due semplici azioni, facili da dire ma difficile da compiersi in molte parti del mondo che hanno modificato inevitabilmente l’etimologia del contest promosso dai Giovani per la Pace da più di 10 anni. Infatti “War sostituisce Violence – ci tiene a sottolineare uno dei ragazzi dell’importante onlus solidale, allargandosi inevitabilmente a molti artisti da tutta Italia fuori concorso per portare avanti i valori di libertà e solidarietà.



Nonostante la concomitanza col Radio Italia Live a Milano, molti giovani si sono radunati dal primo pomeriggio nella famosa piazza capitolina per ascoltare il soundcheck dei vari Fasma, Leo Gasmann, Ditonellapiaga e Motta, fino a immergersi completamente nei suoni sperimentali dei finalisti del contest, che ha portato alla vittoria di Vinciotti con la sua “Rosa”, e ai premi della critica e del web rispettivamente donati ai The Last Chance e Manuel Sica. Ma cosa si nasconde dietro questo concorso? “Un messaggio di pace, contro la violenza, all’interno del testo per far suscitare emozioni e far riflettere dal momento che la musica trascende le barriere. E noi, d’altronde, le vogliamo oltrepassare”. A rafforzare tale movimento pacifista, ci ha tenuto anche lo stesso Presidente della Comunità di Sant’egidio, Marco Impagliazzo, che dal palco ha voluto confrontare le energie rilasciate nel mondo in questo istante, tra chi ne produce negative con “pallottole e ruvide bombe” e chi positive tramite il canto, il ballo e gli stessi slogan lanciati: “è la grande energia della pace che ci ha fatto già vincere stando qui”.

DitonellaPiaga, fermata nel backstage poco prima dell’esibizione, ha seguito la stessa onda emozionale, parlandoci proprio di questa allegria dettata dal comunitarismo della musica da usare come contrasto al terrore, che ha portato proprio ad attimi di pura spensieratezza con la sua irrefrenabile “Chimica”. La conferma arriva pure dagli altri ospiti saliti sul palco, dai giovani di XFactor Fellow e giANMARIA agli artisti indie CmqMartina, Comete, Galeffi e Angelina Mango,che hanno lasciato in un certo senso a casa la “tensione per una causa più grande”, come ci ha ricordato l’altro grande ospite Anastasio. Nella fattispecie l’artista di Meta ha emozionato col grande ritorno in scena davanti a un pubblico sicuramente diverso dai suoi standard, ma pieno di amore e soddisfazione per questa carrellata di performance.
Gli stessi conduttori della serata, Giulia Luzi e Andrea Dianetti – rimasti al timone per tutto l’evento dopo un problema logistico legato a Carolina di Domenico e Pier Ferrantini – hanno mostrato da dietro le quinte un clima disteso e sereno, forti di una piazza molto ricettiva e volta interamente alla causa.

Insomma la serata del 21 Maggio, ricca di statuette della pace ceduta ad ogni artista salito e di sonorità eterogenee, è stato un altro tassello aggiunto nel puzzle italiano contro la guerra in Ucraina, che ha rivendicato con il pentagramma un forte messaggio d’amore per il pianeta e per l’umanità.

Foto esclusive comunità Sant’Egidio

Luca Fortunato

Nato con la 'penna' all'ombra del Colosseo, sono giornalista pubblicista nell'OdG del Lazio. Accanto alle cronache del mio Municipio con il magazine La Quarta, alterno le mie passioni per la musica e il calcio, scrivendo per alcune testate online (M Social Magazine e SuperNews), senza dimenticare il mio habitat universitario. Lì ho conseguito una laurea triennale in Comunicazione a La Sapienza e scrivo per il mensile Universitario Roma. Frase preferita? "Scrivere è un ozio affaccendato" (Goethe).

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