“No Name Radio”, la nuova tribù musicale per la generazione Z | PRESENTAZIONE

“Hic et nunc”: Heidegger lo narrava, la Rai lo attualizza. Da domenica 18 Dicembre negli studi di via Asiago in Roma, si son accese le frequenze della nuova e originale “No Name Radio”. Un bagliore improvviso nell’universo radiofonico, pronto a scardinare il monopolio di Radio Zeta sulle quote “complesse e sfidanti” dei millennians.

Attraverso 4 incontri con altrettanti artisti di punta per i giovani e due speciali showcase a cui hanno potuto assistere circa 70 fan, il nuovo canale partecipativo è diventata realtà, accompagnando per ora i suoi primi ascoltatori fra le 18 e le 19 di ogni giorno su Rai Play Sound, con un programma radiofonico curato dagli speaker Federica Longo e Michele Gioia. Nel 90% del palinsesto restante una proposta musicale, dall’indie/rap/trap/hip-hop diurna all’elettronica/chill/techno di notte, che fa da collante ai continui skip su Spotify e i propri beniamini su lungo termine, di cui abbiamo già ricevuto un breve assaggio nella puntata lancio. Infatti per il primo incontro si sono alternate voci consolidate ed emergenti, dall’ascendente Ernia all’affermato Franco 126, dall’emergente Lil Kaneki (dal duo dei Psicologi all’effervescente Fulminacci, che sono stati presentati al pubblico, seguendo uno schema comune d’intervista, dal rapporto con la radio al legame coi propri brani. Brevi interviste che, in un certo senso, diventano il diktat su cui si muoverà No Name Radio. Infatti lo spazio sperimentale ideato la scorsa primavera , dopo la campagna recruiting in atto sul sito, si riempirà di programmi di durata semi-breve, dall’oretta orizzontale che vedremo già con i due primi speaker, alle rubriche lunghe verticali di circa mezz’ora fino a quelle addirittura brevi da 3/5 minuti condotte addirittura da influencer su specifici temi.

Insomma un Big Ben radiofonico rivolto a un target fra i 15 e i 24 anni, che non dimentica in prim’ordine la rilevanza dei suoni ancor prima delle parole. E infatti si incasellano così i primi due showcase portati in scena nell’innovativo e modernissimo metastudio dall’emergente Claudym e dall’irrefrenabile Ditonellapiaga. Per le due cantanti un ice-break sul palco con i due speaker e l’esibizione di 3 pezzi acustici per rappresentare l’essenza della loro musica. E per il pubblico un viaggio sotto palco rapido e intenso fra le poetiche e la personalità degli artisti.

A fine puntata, lo scioglimento dell’emozione da parte dei due speaker ai nostri microfoni. “E’ stata una giornata tanto impegnativa quanto bella, che mi auguro possa essere un punto di partenza per un futuro importante della radio” – introduce Michele, a cui fa seguito Federica con l’augurio che “questa possibilità ricevuta, sia data pure a molte altre persone, perché mi rendo conto che per la gente della mia età è difficile emergere seguendo la propria passione. Già per questo mi sento una miracolata”. All’unisono la voglia di compiere “passi lunghi e ben distesi” , in un ambiente difficile e complicato che continua a regalare una “opportunità incredibile da poter cogliere”. Non a caso i due speaker ripetutamente hanno incalzato il pubblico a mandare il CV per provare ad entrare nella squadra ancora in allestimento ma che sta già riscontrando, a quanto dichiarato dal presidente di Rai Radio Roberto Sergio , “numeri importanti”. La generazione Z sarà pronta?

Luca Fortunato

Nato con la 'penna' all'ombra del Colosseo, sono giornalista pubblicista nell'OdG del Lazio. Accanto alle cronache del mio Municipio con il magazine La Quarta, alterno le mie passioni per la musica e il calcio, scrivendo per alcune testate online (M Social Magazine e SuperNews), senza dimenticare il mio habitat universitario. Lì ho conseguito una laurea triennale in Comunicazione a La Sapienza e scrivo per il mensile Universitario Roma. Frase preferita? "Scrivere è un ozio affaccendato" (Goethe).

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