Disoccupazione, ora ti pagano pure se vai a lavoro | NASPI estesa a tutti, ecco come

Un paio di monete - Foto Pixabay - Emmepresse.com
La NASPI è estesa anche a chi ha un’occupazione, la normativa tutela i lavoratori, una sentenza storica emessa dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza che va a tutelare in modo ulteriore chi è reintegrato nel proprio posto di lavoro, con un’indennità di disoccupazione che rappresenta una protezione concreta a chi si trova comunque in una situazione di difficoltà.
Chi viene licenziato può fare ricorso contro l’azienda e vincere la causa ma il datore di lavoro può trovarsi nella condizione di non essere in grado o di non volere rispettare quanto è stato deciso dal giudice, ignorandone il provvedimento.
Ma il reintegro presupponeva che il lavoratore restituisse tutta la NASPI che aveva percepito, in quanto non sarebbe mai stato disoccupato, in modo formale.
La Corte ha voluto chiarire che si debba tenere conto della condizione economica del soggetto in questione, in difficoltà visto che resta senza stipendio.
La NASPI sarà percepita anche da chi recupera il proprio posto di lavoro
L’articolo 38 della Costituzione sancisce il diritto all’indennità di disoccupazione che consente di potere fornire mezzi adeguati al sostentamento di chi si trova a perdere senza volerlo il proprio posto di lavoro.
Nel caso in cui il reintegro non coincide con il ritorno effettivo a essere retribuito, il contratto non sussiste e il lavoratore continua a percepire la disoccupazione. Quindi se un lavoratore viene reintegrato ma non ha l’effettiva possibilità di potere svolgere mansioni e di ricevere uno stipendio, resta comunque disoccupato nella realtà dei fatti.
La Corte di Cassazione tutela il disoccupato ma anche chi lavora
La Corte, con tale decreto, stabilisce una tutela importante, soprattutto per chi lavora in aziende piccole, in crisi o in situazioni in cui la reintegra non può concretizzarsi. Al centro, adesso, è il diritto del lavoratore a vivere in modo dignitoso durante il periodo in cui è privato della possibilità di potere lavorare.
In un quadro economico stagnante, non solo in Italia ma anche nel resto d’Europa, potere aiutare concretamente chi è tagliato fuori dal mercato del lavoro rappresenta una misura di sostegno a nuclei familiari che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e a garantire una vita dignitosa a se stessi e a chi hanno a carico. L’interesse dei dipendenti prevale rispetto a quello dell’imprenditore e anche questa è una novità da sottolineare.