Legge 104, SCOPPIA LA BOMBA: puoi andare in pensione 2 anni prima senza perdere UN EURO

Una persona in carozzina - Foto Pixabay - Emmepress.com
Grazie alla legge 104 è possibile andare in pensione con due anni di anticipo senza vedersi ridotto l’assegno mensile
La Legge 104 rappresenta una tutela per le personee con disabilità e per i loro familiari, garantendo integrazione sociale, assistenza e benefici, da agevolazioni fiscali a permessi lavorativi retribuiti, sino alla maggiore flessibilità riguardo alla scelta della sede di lavoro.
Per potere richiedere questi benefici va ottenuto il riconoscimento di disabilità, sottoponendosi alla visita di una commissione medica che rilascerà un verbale in cui sarà accertato l’handicap.
Il passo successivo sarà la presentazione telematica, della domanda, tramite il portale INPS, il Contact Center o un patronato. Infine, andrà comunicato al datore di lavoro della fruizione dei permessi, da ore di permesso giornaliere fino a tre giorni al mese.
Assistere un familiare affetto da una disabilità grave consente di andare in pensione con due anni di anticipo. Nella legge di bilancio è stata inserita un’indennità, erogata dall’INPS e destinata a coloro che hanno compiuto, o compiranno entro il 31 dicembre, 63 anni e 5 mesi.
Puoi andare in pensione con due anni di anticipo se assisti a un disabile
Una misura che è indirizzata a chi assiste un coniuge o un parente che convive con lui, lavoratori impiegati in attività gravose, disoccupati a causa di licenziamento. Ma è il primo caso a essere preso in questione, con una nuova normativa che agevola chi ha superato i 60 anni di età.
Per chi è prossimo alla pensione può essere attivato il congedo biennale retribuito e che non comporta la prdita di retribuzione o di contributi. Durante questo periodo, il lavoratore mantiene il posto e beneficia della copertura contributiva figurativa, con un assegno pari all’ultima retribuzione.
Cosa è necessario per ricevere il congedo biennale
Un requisito essenziale è la convivenza o la residenza anagrafica con la persona disabile assistita. Non basta, quindi, essere un parente, entro il secondo grado, ma bisogna risiedere nello stesso domicilio per potere accedere a tale congedo.
Assistere a chi soffre di handicap gravi comporta un sacrificio in termini di tempo e di costi, il governo offre questo tipo di sostegno che consente di potere concludere prima del dovuto la propria carriera professionale per dedicarsi alla famiglia e alla cura di una persona cara che ha bisogno di essere monitorata con costanza.