Pensioni? Bollette? Niente in confronto: se non chiedi questo bonus perdi fino a 48.000 euro

Ristrutturazione - pexels - emmepress
Negli ultimi anni i bonus per la casa sono diventati un vero e proprio punto di riferimento per chi decide di affrontare lavori di ristrutturazione.
Il 2025 non fa eccezione e, anzi, porta con sé un’occasione davvero interessante: la possibilità di recuperare fino al 50% delle spese sostenute entro il 31 dicembre. Una misura pensata soprattutto per chi investe sulla prima casa, con un tetto massimo di 96.000 euro per unità immobiliare, che rappresenta un aiuto concreto in un momento storico in cui affrontare interventi edilizi può pesare parecchio sul bilancio familiare.
Ma come funziona davvero questa agevolazione? In sostanza, tutte le spese sostenute devono essere riportate nella dichiarazione dei redditi, attraverso il modello 730 o il modello Redditi. È un passaggio fondamentale, perché senza la corretta indicazione non si ha diritto alla detrazione.
Inoltre, il pagamento deve essere effettuato con il cosiddetto “bonifico parlante”, quello che riporta in maniera chiara i dati fiscali del beneficiario e del soggetto che effettua il versamento. Solo così l’Agenzia delle Entrate può verificare che il tutto sia regolare e consentire il rimborso.
Una delle novità che ha attirato più attenzione riguarda la bonifica dell’amianto. Si tratta di un lavoro tanto importante quanto costoso, spesso rimandato proprio per l’impatto economico. Oggi, invece, la legge prevede che anche questa tipologia di intervento rientri tra quelli detraibili. In pratica, chi decide di liberare la propria abitazione da un materiale pericoloso e ormai obsoleto non solo tutela la propria salute, ma può anche alleggerire la spesa grazie alla detrazione del 50%. È un doppio vantaggio, che unisce sicurezza e convenienza.
Tanti interventi hanno diritto al bonus
Va detto che non c’è solo l’amianto. Sono tanti gli interventi che danno diritto al bonus: dalla manutenzione straordinaria al restauro conservativo, fino all’eliminazione delle barriere architettoniche. Anche interventi più “semplici”, come la ristrutturazione di un bagno o l’installazione di un ascensore, rientrano nel perimetro della misura. In questo modo si allarga lo spettro delle opportunità, permettendo a famiglie e proprietari di case di migliorare la vivibilità degli immobili senza dover rinunciare a causa dei costi.
C’è però un aspetto temporale da considerare. Il 2025 rappresenta un anno chiave: fino al 31 dicembre si può ottenere la detrazione massima del 50% sulla prima casa, ma già dal 2026 le percentuali scendono. Per l’abitazione principale, infatti, il beneficio sarà ridotto al 36%, mentre per le seconde case si passerà addirittura al 30%. Una riduzione significativa che spinge molti a valutare la possibilità di anticipare i lavori entro l’anno in corso.
Un quadro fatto di tante opportunità
Quello che emerge è un quadro fatto di opportunità, ma anche di regole precise da rispettare. Non basta, insomma, fare i lavori: bisogna pagare con le modalità corrette, conservare tutte le fatture e compilare in maniera accurata la dichiarazione dei redditi. Solo così si potrà davvero beneficiare del rimborso promesso.
In definitiva, il bonus 2025 per la casa si presenta come una grande occasione per chi desidera migliorare il proprio immobile, renderlo più sicuro e funzionale, senza dover sopportare da solo l’intero peso della spesa. È un invito a cogliere il momento, perché non è detto che in futuro le condizioni restino così favorevoli.