IL CILE ci parla del nuovo singolo di BIANCA ATZEI e il producer JERICO | L’INTERVISTA

“COME UN’ISOLA” IL NUOVO SINGOLO DI BIANCA ATZEI FEAT. CILE E JERICO

Un sound internazionale per un brano che parla di libertà, della capacità di rinchiudere in ricordi emozioni tatuate sotto pelle, dove notti di follia scorrono e sopratutto dove il cuore batte, ma non per altri, per se stessi. L’isola diventa rifugio dall’altro e al contempo possibilità di evasione, di ampie vedute sulle occasioni della vita che, no, non è di plastica.

Questa che segue è l’intervista a Il Cile che ci parla del singolo e di qualche nuova scelta artistica.

Come è nato questo singolo e cosa ti aspetti da questa canzone? Il singolo è nato da un’amicizia sia umana che professionale con Veronica (Bianca Atzei). Era da tempo che volevamo fare qualcosa insieme ma volevamo fare qualcosa di originale. Visto che sto collaborando con questo nuovo producer (Jerico) che è anche un autore Warner e si sta reintroducendo nel mondo discografico anche come producer ho pensato di collaborare con lui. Visto che anche in Italia è stata sdoganata la concezione di fare brani one shot, dove un producer collabora con un altro autore e altri artisti avevo questa canzone scritta per Veronica nel periodo in cui stava tornando dall’Isola dei Famosi, lei era rimasta colpita e mi ha proposto di inserirmi nel progetto e di fare un brano a 3. Ed è nata Come un’isola.

Effettivamente aveva questo link con il reality a cui non avevo pensato…
Però devo dire che poi per come si è sviluppato il brano è rimasto molto più marginale.

Si è una bella cosa che si svincolato da quell’idea. È stato tutto naturale, come spesso accade quando si collabora senza manovre esterne, e quindi le cose scivolano e rotolano in maniera più edificante.

L’altra domanda appunto si aggancia a questa. Quindi tu prossimamente avrai anche delle situazioni che ti vedranno in veste di autore per altri? Si quella è una cosa che comunque ho sempre fatto. L’ho fatto con in Negrita, l’ho fatto con vari artisti. Da questo punto di vista è parte del mio lavoro, quindi, non l’ho mai messo da parte. Riesco tranquillamente ad avere una carriera, come cantautore e autore.

Si è abbastanza normale scrivi canzoni e immagino anche molte. Si, si, poi ho avuto sempre la fortuna di collaborare con persone con cui mi trovo bene sia umanamente che artisticamente. E con cui condivido anche le dinamiche artistiche. Quindi abbiamo la stessa visione delle cose. La cosa viene abbastanza naturale.

E c’è qualcosa che puoi svelare o è ancora tutto in divenire? Dopo aver chiuso la mia trilogia di dischi visto che con l’ultimo La fate Facile, ho terminato un percorso mio di introspezione attraverso la mia musica cantautorale, sto cercando di ripartire proprio da un concetto del mio stile, della mia prosa, delle mie liriche degli argomenti intesi proprio come ciò che riesco ad esprimere tra musica e parole totalmente differenti. E per questo sto cercando di lavorare con un producer molto diverso rispetto a quello che mi accompagnava una volta. Io ho sempre apprezzato gli artisti che hanno tenuto un percorso ma si sono reinventati. Uno dei migliori su questo è David Bowie che dal periodo berlinese agli esordi, fino all’ultimo album è stato David Bowie in fasi differenti. Rinnovato evoluto.

E Dunque il prossimo lavoro sarà appunto diverso ed avrà delle sonorità che si rifanno un po’ a questo singolo? Diciamo che avrà delle sonorità che puntano più a un’idea di musica internazionale. Si sa che il cantautorato italiano ha un po’ degli stilemi e dei cardini difficilmente modificabili, in maniera troppo evidente. Io invece vorrei proprio ripartire con un concetto di musica che suoni come suona la musica americana, come suona la musica inglese. Senza avere del preconcetto. Sopratutto non è necessario per fare cantautorato che ci sia per forza una chitarra  e un pianoforte. Una determinata dinamica di andamento e costruzione.

Poi alla fine il cantautorato di per se è fatto dalle storie che uno racconta
Si, si però anche io sono cresciuto nel mio caso con l’ausilio di cantautori che avevano una voce ed una chitarra imbraccio. Io questa fase qua la vorrei un pochino superare e vedere cosa succede a portare delle dimensioni di musica pop, di respiro mondiale con il concetto di cantautorato e di temi espressi.

Un’ultima domanda sul piano della letteratura, dopo “Ho smesso tutto” hai in mente o in programma un nuovo libro? Si, stiamo per chiudere io e mio  cugino visto che è una persona che lavora nel mondo dell’editoria ed è anche un ottimo scrittore, un libro a quattro mani, un romanzo vero e proprio questa volta con gli stilemi propi del romanzo, racconta una vicenda che ci rimanda un po’ alla nostra adolescenza. Celebra un evento vissuto da un ragazzo nell’estate dei fine anni 90.

 


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Simone Pozzati

Scrittore e autore di canzoni. il suo primo libro "Labbra Blu" (Diamond Editrice 2015), è una raccolta di storie nere, di inusuale follia, che rievocano le dantesche e infernali cantiche. È stato il curatore editoriale del libro contro la violenza sulle donne "Era mio padre" - Claudia Saba (Diamond Editrice 2016). Il drago di Carta (Augh Edizioni 2017) è una favola per bambini volta a far riflettere sul valore dei sogni. Presto diventata spettacolo teatrale. Ha collaborato come autore all'ultimo disco dei Remida "In bianco e nero" (Radiocoop Edizioni). Il suo ultimo libro è "Il testo e la figura del paroliere"(Arcana)