Keith Flint, frontman dei Prodigy: una vita tra musica e tragedia

Keith Flint, frontman dei Prodigy: una vita tra musica e tragedia

Cresciuto a Braintree, nell’Essex, Keith Flint frequentò l’Alec Hunter High School, per poi proseguire gli studi presso la prestigiosa Boswells School of Performing Arts. La sua passione per la musica lo portò, alla fine degli anni ’80, a un rave party dove incontrò il DJ Liam Howlett, condividendo un’immediata affinità musicale. Un mixtape scambiato tra i due suggellò l’inizio di una collaborazione che, con l’aggiunta dell’amico di Flint, Leeroy Thornhill, avrebbe dato vita nel 1990 ai The Prodigy. Inizialmente ballerino, Flint divenne la voce inconfondibile del gruppo a partire dal 1996 con il singolo “Firestarter”, che lo consacrò anche come icona punk. La sua potente presenza vocale si impose in album come “Invaders Must Die” (2009), con successi come “Omen” e “Take Me to the Hospital”. La sua carriera non si limitò ai Prodigy: collaborazioni con artisti come Caspa (“War”, 2012) e progetti con gruppi quali Flint e Clever Brains Fryin’ (con un singolo pubblicato, “Aim4”, e un album inedito, “Device #1”, di cui esistono solo rare copie promozionali incomplete) arricchirono la sua poliedrica attività artistica. Tra i momenti più alti della sua carriera con i Prodigy, ricordiamo il videoclip ufficiale di “Firestarter”.