Le regole senza senso creano emozioni tossiche

Siamo giustamente concentrati sulla tossicità che respiriamo e ingeriamo attraverso i prodotti della terra, ormai contaminati dall’uomo.

Facciamo meno attenzione all’inquinamento mentale che creano tutti i cartelli di divieto intorno a noi.

Proviamo a osservare cosa è possibile fare, oggi per strada o nei luoghi pubblici.

Certo attraversare, sostare non ovunque ma è possibile, respirare sembra ancora sia concesso con l’amara consapevolezza che l’aria è inquinata.

I bimbi se devono urlare o sfogare i loro istinti, meglio che vadano in luoghi dedicati, lontano dalle abitazioni e dai cortili sotto casa.

I ragazzi del muretto sono stati sfrattati perché il rumore non faceva dormire i vicini di casa.

I cani non possono abbaiare perché si chiamano i vigili, la pipì in giro per le strade ora è un reato e se trovi uno spazio dove rendere libero il tuo amico a 4 zampe ti ritrovi a pagare multe salate e sentirti colpevole al pari di un delinquente. Anche perché le aree dedicate ai cani, sono poche e tenute male.

Forze dell’ordine impegnate a far osservare queste ordinanze.

Cartelli ovunque che ricordano i tuoi limiti di azione.

Vietato giocare, urlare, lasciare liberi i cani.

Uno dei punti che mi piace osservare è “non gettare rifiuti per terra o lasciarli abbandonati ovunque”. Su questo punto metterei delle multe salate. Vedere spazzatura in giro mi crea brutte emozioni.

Invece siamo limitati su tutto quello che produce amore.

Le urla dei giovani. Il gioco tra bambini. Gli animali liberi. Tre azioni che possono aiutare il mondo a ritrovare la giusta energia. Catalogate come azioni vietate dalla legge. Perché a qualcuno danno fastidio.

Dietro alle parole, “senso civile” e “organizzazione”, stiamo tollerando e premiando l’assurdo. Sarebbe meglio sostituire i cartelli con “ creiamo emozioni tossiche”

Vivere è produrre energia. Limitare è come creare altra aria viziata.

A livello relazionale ci stiamo intossicando sempre di più.

Siamo nemici riconosciuti dalla legge.

Inutile ricordare che abbiamo smesso di guardarci negli occhi.

Sempre nel rispetto del prossimo e delle regole utili. Forse darei un altro significato alla parola “civile”. Sempre senza giudizio, rivedrei qualcosa nell’organizzazione che porta solo inimicizie a tanto nervosismo. Oltre a creare nelle nuove generazioni una carica di rabbia per tutto quello che vorrebbero dire e che non possono sfogare. Il divieto crea occasione per disobbedire. Soprattutto diventa un’arma per persone che odiano e si lamentano a prescindere.

Riconosciamo nelle regole l’utilità e lo scopo. Accertiamoci che le azioni che limitiamo non siano importanti per chi vuole vivere la vita in modo semplice e naturale.

Lo spazio permette la convivenza e la tolleranza sarebbe gradita.

Sempre con educazione e rispetto.

L’armonia si crea nel riconoscere le esigenze di tutti e trovare soluzioni per tutti.

Importante essere consapevoli di cosa veramente ci condiziona nel quotidiano.

Perché nel ricordare questo, è possibile scegliere, se condividere o lavorare per trasformare le cose. Sono importanti le emozioni che viviamo nel nostro tempo libero. Se dobbiamo subire, almeno che sia per una giustizia utile e non per compensare a tutto quello che tolleriamo e chiamiamo “normale”