Pamela Prati: quando il metodo Stanislavskji-Strasberg non fa presa in TV!

C’è chi approfondisce e sperimenta delle pedagogie teatrali efficaci e innovative e chi, al contrario, sviluppa delle vere e proprie patologie. La verità e la menzogna per molti hanno lo stesso sapore, lo sanno bene i bugiardi, e lo so bene anche io, specialmente mentre mi ritrovo ad ascoltarle incredulo davanti alla TV. Il Metodo Strasberg lavora sulla maieutica della memoria delle emozioni, ed è proprio sulla memoria emotiva che si concentra, una funzione del cervello orientata al ricordo delle emozioni e delle reazioni conseguenti, e questo a differenza di Stanislavskji, il quale sosteneva che l’attore, e di questo si faceva portatore, dovesse tornare a nascere ogni volta in nuovi personaggi, dal punto di vista emozionale, in scena, sotto gli occhi dello spettatore. Al pubblico, alla fine di una qualsiasi performance, spetta giusto l’applauso o come in questo caso, almeno per quel che concerne la mia visione del mondo, la disapprovazione.

Non mi convince Pamela Prati, tantomeno la lunga confessione che ha rilasciato e concesso a Silvia Toffanin all’interno di Verissimoanche se, più che Verissimosembrava di assistere ad un Falsissimo quanto scontato “gioco delle tre carteconosciuto anche come il gioco delle tre campanelle vecchio come le piramidi!!! Non starò qui a parlarvi di trucchi di prestigio, visti e rivisti, di biglie, ceci o altri oggetti da nascondere di cui non vi è traccia, ma sono evidenti, a parer mio, l’inganno e la truffa utilizzati ai danni di ignari telespettatori e inconsapevoli partecipanti. 
Non mi convincono le lacrime, a proposito, dov’erano?! I coccodrilli risultano essere più credibili nel provare rimorso e pentimento, dopo aver commesso di proposito una cattiva azione.  
Non mi convincono le obbligate e dovute scuse, sono quasi entrate prima di lei in quello studio, ma qualora fosse realmente una donna plagiata, manipolata, ingannata, tradita, raggirata, truffata, illusa, come si suppone e lei stessa si dichiara, che motivo avrebbe di chiedere perdono? Una vittima, anziché discolparsi e giustificarsi, urlerebbe e implorerebbe aiuto, e non certo in televisione!
Non mi convince oggi, e non lo farà sicuramente domani, l’ingenuità di una donna che appena ieri difendeva con le unghie e con i denti la sua relazione amorosa, scagliandosi contro tutto e tutti e ringraziando, per giunta, la defunta madre per averle mandato dal cielo la sua anima gemella. Non era Pamela Prati a postare sui suoi account ufficiali foto che, seppur incomplete, raffiguravano tale Marco Caltagirone?! Non era lei la stessa persona immortalata dai paparazzi in compagnia di chi poi confermava essere il suo sposo fantasma?! Non era sempre lei quella che dichiarava di averlo conosciuto ad una festa e, proprio in quel momento, di essersene innamorata? Non era lei che entrava ed usciva dai salotti televisivi, nemmeno fosse a casa sua, conscia di un’indifendibile verità ormai divenuta un’immensa bugia?! Marco Caltagirone è la peggior commedia mai scritta e mai abilmente recitatae le “vittime”, laddove ce ne fossero, lo sono della loro stessa trama!

Se Silvia Toffanin, Lady dal cuore tenero, si concede il beneficio del dubbio, figuriamoci se non me lo concedo io, e per finire, in tribunale sicuramente, altro che “mettimi come sigillo sul tuo cuore”, io le metterei tutte direttamente in un manicomio, da qui all’eternità!!!

Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo. Web: www.simonedimatteo.com