“I gatti vedono meglio al buio” di Elisabetta Benedetti | RECENSIONE

La normalità ha diverse facce. C’è sempre spazio per aggiungerne altre. La normalità fa fatica a farsi avanti tra la gente per questo molti la ignorano. Non la vedono nemmeno, ad essa si fa l’abitudine. Eppure, la normalità veste tante vite e non tutte sono limpide, chiare. Alcune cadono giù sotto il peso delle proprie sfumature. Leggerezza, si direbbe. A volte, le sfumature hanno le impronte dei peccati. Mettono a terra gli uomini senza che se ne rendano conto. Puff,in un attimo sei nella notte, cieco di fronte alle paure. Indifeso o sicuro, solo la vita può dirlo per te. Tutto dipende da quello che la vita stessa ti ha insegnato, fatto vedere, creato dentro. Camuffarsi serve a poco oppure a nulla, in fondo la disinvoltura con cui la normalità cammina ogni giorno lascia poca traccia agli indizi fino a scomparire quasi fosse nebbia fitta, cecità. Ma c’è qualcosa nella normalità, che ha tinte accese, alla quale non vorresti mai imbatterti. 

Nel romanzo I gatti vedono meglio al buio di Elisabetta Benedetti entri in un mondo sommerso. Quello che non si vede ad occhio nudo, che si nasconde e che rifiuti di guardare anche quando ci vedi fin troppo bene. Gli emarginati, gli ultimi, i folli, sono vittime di pregiudizi, di giudizi, di se stessi, condannati all’isolamento, ma hanno una lucidità, un istinto, una particolarità che polverizza la normalità. Hanno la loro croce, è vero, chissà perché appare meno pesante di quella degli altri. Forse perché a loro non interessa chiedere per favore. E poi ci sono le vittime ammazzate. Troppe vite uccise a cui il commissario Bessi deve trovare il colpevole. A Trieste circola un serial killer dalla mente fine, dalla normalità scontata. Un giustiziere della rete che uccide per davvero.

Piena la narrazione. La scrittrice conosce bene il noir, lascia indizi senza calcare troppo la mano per non scoprire le carte. I personaggi sono ben delineati, la loro personalità è strutturata a meraviglia tanto che l’autrice traccia anche un ricercato profilo psicologico che mette ko il lettore. La storia è ricca di dettagli, ma anche di fiuto. Leggerla è come lasciarsi seguire da una mano fidata.

Lucia Accoto

Giornalista pubblicista, autrice e conduttrice di programmi TV. Ho la passione per la cronaca nera, per i libri e la moda, senza trascurare lo stile nelle sue sfaccettature. I libri mi accolgono sempre come una signora, posandomi sulle spalle uno scialle di titoli ed emozioni.