AIELLO: il nuovo album “Meridionale” dal 12 marzo. Un disco che ci farà ballare, ma anche pensare

Aiello, 35 enne di Cosenza è in gara al Festival di Sanremo 2021 con il brano “Ora“. Dal 12 marzo in tutti i negozi di dischi e in digitale uscirà il suo nuovo album dal titolo “Meridionale“. Aiello con questo disco vuole raccontare di chi è figlio. Figlio di una terra, quella appunto del Sud, che è trattata male per diversi problemi che ha da sempre. Una terra ricca di diversità e contaminazioni. In “Meridionale” sono stati mescolati diversi generi: il pop, l’rnb, la musica meridionale popolare e latina. Un disco che farà ballare e che farà stringere le persone, ma che darà anche modo di pensare.

Aiello nella serata di ieri sera del Festival, dove la Giuria Demoscopica votava le 13 canzoni in gara, si è classificato all’ultimo posto e la sua performance è stata duramente criticata sui social per via di qualche “urletto” di troppo.

Come commenti questo ultimo posto di ieri sera in classifica? Inoltre secondo te c’è stata anche una mal interpretazione da parte del pubblico da casa sull’esibizione? “Questa ultima posizione in un certo senso potrebbe anche onorarmi visti i numerosi precedenti che ci sono stati. Gli ultimi posti della classifica sono occupati da cantanti della scena contemporanea e i primi posti ad artisti in cui sono sulla scena da tantissimi anni, quindi mi sono anche abbastanza rincuorato. Sull’interpretazione io credo che quel finale potente è stato un urlo da sfogo finale. Secondo me ci sta comunque, è cuore e tutto quello che viene dal cuore va bene.

Ascoltando il brano “Ora“, in digitale, rispetto alla versione di ieri sera ci sono delle differenze molto importanti. A livello di suono come hai lavorato con l’Orchestra di Sanremo che di solito tende ad ammorbidire ed ingentilire determinati suoni o toni? “Vero, l’orchestra ingentilisce alcuni toni. Per me è stato un onore incredibile ed è comunque un valore aggiunto, anche se inevitabilmente il mio pop è fatto di suoni più particolari. Anche in questo pezzo dove ad esempio gli archi sono inaciditi. Tutta la mia produzione fa della contaminazione e della contemporaneità il suo manifesto. L’Orchestra rende la musica più classica, ma Sanremo senza l’Orchestra non sarebbe Sanremo e la mia canzone senza l’Orchestra non avrebbe avuto comunque quell’empatia. Non ha tolto nulla, sono due versioni diverse ma comunque potenti.

Domani (4 marzo) durante la serata delle cover porterai sul palco dell’Ariston un calabrese che ha fatto la storia della musica come Rino Gaetano. Per un calabrese come te che significato ha? “Una grande responsabilità. Un grandissimo onore perché dal giorno zero racconto a tutti che Rino Gaetano, Lucio Dalla e Battisti sono le mie tre divinità che meritano la più grande ammirazione. Ed è per me fonte d’ispirazione, in particolare Rino Gaetano era uno fuori dagli schemi. Non era subito compreso, ma ha segnato la storia della musica. Sarà un bellissimo momento.” 

Nonostante non ci fosse il pubblico in platea, lo hai sentito? L’ansia c’era lo stesso? A chi è dedicata la canzone? “C’era forse il doppio di ansia. Il pubblico è una mancanza per noi che facciamo queste mestiere e abbiamo avuto l’esigenza di riempire quel vuoto. E questo è un compito che diventa difficile perché cantare difronte a delle poltrone vuote è veramente pesante. La canzone è dedicata a me, volevo liberarmi di un peso.

Come stai vivendo questo Sanremo particolare? “C’è un protocollo rigidissimo che ha reso tutto molto più complicato e pesante. Siamo sempre come giusto che sia con indossa la mascherina. Purtroppo non possiamo incontrarci tra noi artisti, ci si becca casualmente con quelli che si esibiscono in scaletta prima. Siamo tutti ben scaglionati e divisi, io ancora non ho avuto modo di ascoltare le canzoni dei miei colleghi, spero di farlo quanto prima.

Qual è stato il tuo primo pensiero quando hai saputo di ciò che è successo ad Irama? Voi artisti pensavate potesse accadere ciò? “Credo che Irama sia stato molto attento come tutti gli altri. Questa cosa può capitare a tutti. Fortunatamente Irama parteciperà comunque con i video delle prove, credo sia giustissimo. Sono stato uno dei primi a dire che ero d’accordissimo con questo, perché so che se fosse capitato a me, i miei colleghi, avrebbero fatto la stessa cosa. Tifavo e tifo tutt’ora per Irama che possa esibirsi.

Enrico Bucci

1991 - Riminese. Laureato al DAMS di Bologna. Defilippibers addicted.