Festival di Sanremo 2021: primi numeri, la grana Irama e la trepidazione di Elodie | Conferenza di mercoledì 3 Marzo


Odore di gioventù in un campo di ripartenza ormai aperto: il Festival di Sanremo si presenta ricco di suoni e risate, celando lo strato di ansia e paura che circonda la sua platea silenziosa. I suoi cavalli di battaglia, nemmeno a girarci troppo, son proprio i giovani, cuori pulsanti dello share ma diffidenti agli occhi della demoscopica che li ha abbassati provvisoriamente in fascia medio-bassa. Dalla conferenza stampa, infatti, l’età giovanile snobbata in classifica alle 2 di notte torna rampante, grazie ai numeri incoraggianti presentati dal Direttore di Rai 1 Stefano Coletta e della piattaforma RaiPlay Elena Capparelli, che fan parlare di un trionfo della fascia 15-24 anni, con un incremento del +124% rispetto allo scorso anno, seguiti dalla 25-34 raddoppiata grazie al 100% decretandone l’evento streaming più seguito. Un obiettivo tacitamente cercato dallo stesso Amadeus che desiderava svecchiare completamente la kermesse, dalla contemporaneità dei suoni alla crossmedialità dei materiali. E tra loro si celano pure i nomi di Elodie, pronta al debutto da co-conduttrice di questa serata nelle imprevedibili vesti “infantili” che caratterizzeranno la sua performance, e quello di Irama, salito ancor più in tendenza con l’improvviso cambio normativo proposto da Amadeus per reinserirlo in gara, dopo l’ufficialità dei tamponi positivi di ben 2 collaboratori che ne decreterebbero l’autoesclusione da Sanremo: “alle 3 di stanotte stavo riflettendo sul fatto che a chiunque possa capitare una situazione del genere e che si possa ovviare con la presentazione del video delle prove generali alle quali si è sottoposti”. In pratica una partecipazione da remoto, da discutere ancora con l’organo direttivo del Festival, così come con le case discografiche di tutti gli artisti che dovrebbero accettarlo all’unanimità: “i ragazzi – incalza il Direttore Artistico – non vivrebbero così la spada di Damocle di queste situazioni esterne alla loro partecipazione”. La paura – quella sacrosanta parola che intercede pure nella chiosa finale della stampa relativa al terrore delle mascherine con bassa capacità di filtraggio secondo le prime indagini di Bruxelles in uso anche fra gli addetti ai lavori di Sanremo – si sviscera anche fra i rischi di discrepanza performativa, per le quali Amadeus si definisce certo del contrario, dal momento che l’evento si vive allo stesso modo a porte chiuse e per quel terrore rivoluzionario messo al muro dallo stesso Fiorello, confrontandolo proprio con la catastrofe del Covid: “il mondo, essendo cambiato, non può spaventarsi per una modifica di Sanremo!”

In attesa di questi aggiornamenti, previsti per il pomeriggio anche su decisione dello stesso Irama, s’intravede il fuoco di Elodie, pronta a rivendicare questo ruolo inaspettato con “piena libertà di scelta”, ma anche a sottolineare il bisogno di cooperazione fra le donne, troppe volte sminuite rispetto agli uomini: “certamente abbiamo bisogno di essere più presenti, ma dobbiamo imparare a essere meno competitive e a fare più squadra fra di noi”. Una stoccata diretta, contraria ai canoni ordinari che vedrebbero una discrepanza solo di genere fra uomini e donne, che sicuramente non passa inosservata. Così come la traballante giuria demoscopica, “qualificata” come ha ben ricordato il vicedirettore Claudio Fasulo, ma sempre troppo proiettata alla tradizione rispetto all’innovazione, come ha confermato pure lo stesso Amadeus. Novità dietro l’angolo o solita diatriba? Chissà, ma almeno l’odore di stantio continua a ronzare nell’Ariston…

Quel che accade, fuori, invece è di nuovo ansia, dalle possibili proteste dei ristoratori fuori il teatro con picchetto agli artisti in caso di passaggio in zona arancione per le quali proverà a mediare il sindaco Mancheri, fino ai limiti organizzativi che vedrebbero un’attività monca per i giornalisti in loco, chiusi nel solo raggio d’azione dell’Ariston, ma spente dalla malinconica e ormai extrema ratio della “tutela sanitaria davanti a tutto”, bypassabile solo dalle “bolle” che rendono un po’ più vivibile questo momento, come quella fra Fiorello e Amadeus: “abbiamo le stanze di fianco e ci sottoponiamo al tampone ogni giorno: se nemmeno con lui potessi avvicinarmi sarebbe impensabile andare avanti”.

Insomma la tensione, fortunatamente smorzata dalla rapida incursione di Fiorello, echeggia in sala stampa, fra numeri leggermente in calo ma incomparabili al passato e ricerca esasperata (ma criticata) di normalità, diventando sempre più il sinonimo di questo “Festival della lotta”

Luca Fortunato

Nato con la 'penna' all'ombra del Colosseo, sono giornalista pubblicista nell'OdG del Lazio. Accanto alle cronache del mio Municipio con il magazine La Quarta, alterno le mie passioni per la musica e il calcio, scrivendo per alcune testate online (M Social Magazine e SuperNews), senza dimenticare il mio habitat universitario. Lì ho conseguito una laurea triennale in Comunicazione a La Sapienza e scrivo per il mensile Universitario Roma. Frase preferita? "Scrivere è un ozio affaccendato" (Goethe).