Orietta Berti: “Quando ti sei innamorato, è la storia di un incontro che si trasforma in una grade passione d’amore” | INTERVISTA

“Quando ti sei innamorato, è la storia di un incontro che si trasforma in una grade passione d’amore. Francesco Boccia mi fece ascoltare questo brano tre anni fa e la prima volta che lessi il testo pensai subito che rappresentava a pieno la mia storia, la storia mia e di Osvaldo. Francesco mi disse che era anche la sua storia e quella di Ciro Esposito, autore insieme a Francesco del brano. Quindi questa canzone è per tutti.”

Queste le bellissime e dolcissime parole di Orietta Berti nel raccontarci del brano “Quando ti sei innamorato”, con il quale sarà in gara al Festival di Sanremo nella categoria campioni. Festival che vedrà la sua esibizione Mercoledi 3 Marzo 2021(salvo cambiamenti fuori programma).

E cosi a pochissime ore che ci separano dall’inizio del Festival abbiamo raggiunto telefonicamente Orietta ahimè reclusa(come tutti gli artisti)nelle loro stanze d’albergo. Allo squillare del telefono una voce amichevole e squillante risponde: “Eccomi sono pronta”. Nel ringraziarla e nel confermarle che sarà una chiacchierata veloce per non stancarla e portargli cosi via troppo tempo ai suoi già innumerevoli impegni la signora Berti ci dice: “Ah ma va bene non ti preoccupare tanto oggi siamo qui in Albergo blindati.”

Grazie alle sue parole ho ripercorso tutte le stagioni della sua vita sia in ambito lavorativo che non. Racconto che parte dai suoi inizi sino ad arrivare ad oggi e alla donna ed artista che noi tutti ammiriamo e apprezziamo.

Benvenuta tra le pagine di M Social Magazine. Mancano poche ore all’inizio di Sanremo e mi chiedevo: “Ad una donna e artista come lei simbolo della Musica italiana, il palco dell’Ariston incute ancora timore”?

Ma certo è un’emozione che non mi abbandona mai, soprattutto perché sono di un’altra generazione. La mia emozione è sempre lì anche perché manco dal Festival da 29 anni e essere nuovamente in gara oggi per me è come se fosse la prima volta. Se ci pensa non pochi 29 anni, e poi è tutto cambiato. Una volta c’erano le giurie in tutte le sedi Rai di Italia. In ogni giuria c’erano trenta giurati dai 18 ai 70 anni. Oggi avviene tutto tramite Web e sia io che altri miei colleghi non siamo molto abituè  di questo mondo e non abbiamo il sostegno di quel pubblico lì.

Signora Berti ma lei è la storia della Musica italiana è amata e apprezzata da tutti e lo dimostra il fatto che festeggerà i suoi 55anni di carriera al Festival.

Effettivamente sono venuta al Festival per festeggiare i miei 55anni di carriera e promuoverò anche il mio cofanetto dedicato alla mia carriera. Un lavoro a cui ho lavorato per ben tre anni e credo che Sanremo sia il miglior modo di presentare al pubblico(data la situazione che stiamo vivendo) questo nuovo progetto. Purtroppo siamo bloccati in tutto noi artisti e forse saremo anche gli ultimi a ripartire. Menomale che questo Sanremo si è fatto, almeno il 10/ dei lavoratori ha potuto usufruire di questo lavoro.

Pocanzi riferendosi all’esibizione(che ricordiamo sarà Mercoledi 3 Marzo) ha raccontato che sarà emozionata, perché di una generazione diversa. Ci spieghi meglio.

Ho visto le prove dei giovani( che pensandoci bene potrebbero essere figli o miei nipoti), e loro non hanno paura. E’ una generazione che non ha paura di niente. Loro sono lì sul palco, li vedi che arrivano con certezza e sicurezza. Ovviamente non ho sentito le loro canzoni ma li osservavo dal monitor mutato. Vedevo i loro movimenti cosi decisi e precisi. Sono ragazzi e hanno voglia di emergere e giustamente studiano i loro movimenti e fanno bene, hanno ragione di farlo.

Torniamo al brano in gara scritto da Francesco Boccia e Ciro Esposito. Questa canzone è la storia di una grande passione d’amore. Ad un certo punto si legge: “Non vado a fondo se sono insieme a te.” Ha mai pensato di dedicare questa canzone all’amore che lei prova per la Musica?

Ho scelto questo lavoro come una passione diventata poi parte della mia vita. Una vita condivisa con il mio compagno di viaggio Osvaldo. Lui per me è stato fondamentale e 55 anni di carriera credetemi non sono stati sempre facili. Sono stata fortunata perché ho sempre  avuto al mio fianco chi mi consigliava per il mio bene. Anche se devo ammettere che sono una persona che ascolta molto chi mi sta affianco, perché c’è sempre da imparare, c’è sempre da confrontarsi nella vita come nel lavoro. I miei collaboratori sono stati davvero preziosi per me.

Chi fu il suo pigmalione?

Giorgio Calabrese. Fu lui la mia prima persona nella mia vita in ambito lavorativo. Con lui incominciò tutto. Entrai un una casa discografica straniera, una multinazionale. Avevano un concetto diverso di presentare il prodotto. Avevano una fabbrica a Milano la Philips, e inviavano in fabbrica i nostri provini. Gli operai dovevano ascoltare dal Lunedi al Venerdì i brani facendo cosi una prima selezione. Io ero sempre tra i brani più votati perché era una scelta fatta di cuore e non di testa. Ma anche in quelle volte che la classifica non era a mio favore, riuscivo ad avere delle ottime vendite.

“Tra bandiere rosse e acquasantiere”, è la sua biografia, in cui lei racconta e celebra i suoi 55anni di carriera, divisa tra il palcoscenico e la vita privata. Cosi prima di salutarla e ringraziarla mi chiedevo: “Se si potesse tornare indietro, cosa consiglierebbe a quella ragazzina che scopre per puro caso di avere una voce magica”?

Le consiglierei di stare sempre con i piedi per terra perché questo lavoro ti fa andare con la fantasia. Bisogna essere sempre se stessi ma comunque ascoltare cosa hanno da dirci perché magari sono più esperti di noi grazie alla loro esperienza. Ognuno di noi deve seguire il suo istinto ma è pur sempre bene ascoltare prima di decidere.

Rosa Spampanato

Rosa Spampanato anni 37. Amante della scrittura. Articolista per M Social Magazine Articolista per il Quotidiano LaSicila Collaboratrice per il Magazine Cherrypress e per la testata locale Rivista Zoom Sezioni di Riferimento Cinema TV Musica