Amici, altre due perdite di “voce” tra i punti fermi del ballo | Commento 2° puntata

E’ passata una settimana? Nutriamo un senso di deja-vù sui titoli di coda musicali della seconda puntata di Amici con Irama. Dopo aver assistito, infatti, all’ennesimo duello rusticano agrodolce lanciato dalla coppia Zerbi-Celentano nei confronti delle squadre avversarie e soprattutto ad altre due esclusioni dal mondo del canto, dopo sfide cambiate solo nel secondo e terzo ordine (la scorsa volta doppia Zerbi-Celentano vs Arisa-Cuccarini, stavolta intermezzo con Pettinelli-Peparini), si fatica a veder emergere novità rispetto all’esordio, se non nei confronti del canto che via via si sta assottigliando. E’ stato perso effettivamente il suono internazionale di Ibla e la sensibilità di Leonardo, di fronte a punti inamovibili della giuria (Martina) e di professori (Aka7seven), mettendo in luce sempre più strategie fallimentari e autolesionistiche che stanno sortendo un effetto boomerang. In particolare ci rivolgiamo, come sempre, agli irremovibili professori, sempre in gara finora, che hanno visto di fatto la perdita di due elementi (prima Esa, poi Leonardo), in questa instancabile disfida nei confronti di alcuni elementi ritenuti inadeguati, da voler penalizzare a tutti i costi con guanti di sfida pressoché impossibili. Aggancio, senza giri di parole, rivolto a Martina e Rosa, premiate sempre più con senso di giustizia anziché merito dalle poltroncine rosse e tali da scatenare un domino sul mondo del canto, dal momento che gli altri ballerini in gara sembrano davvero primeggiare in termini di preparazione. Lo dimostrano, infatti, i ritiri flash dal rischio eliminazione sia nel caso di Giulia, dopo l’ennesima sublime prova “willie cogliotiana” che di Serena, travolgente con la sua “New York, New York” e Alessandro, sulle ali adoniche di Achille con performance da far drizzare i capelli anche a chi si intende pochissimo di piroette e salti in alto. Ne va così, per compensazione del format, l’interrogativo sul canto dove, invece, prevale una dimensione più esterna, legata più a logiche streaming e di sperimentazione vocale rispetto alla caratura vocale, dimostrato dai consueti plausi a Sangiovanni (nonostante l’errore di gioventù su “Il ragazzo della via Gluk” con l’interruzione dovuto a una difficoltà vocale), Aka7seven (finito inconsapevolmente nella fascia a rischio proprio per ristrettezza numerica del team Peparini-Pettinelli), Tancredi e limitatamente Deddy (con la rivisitazione di “Listen”). Ed ecco, infatti, la comparata sulle barre in “Maledetta Primavera”, ma anche le molteplici rivisitazioni di brani intramontabili che sicuramente hanno il privilegio di strizzare l’occhio all’evoluzione circostante della musica, al di fuori delle aulette di via Tiburtina.

Insomma stiamo assistendo a uno stacco molto marcato tra le due categorie che prima d’ora non si era riscontrato pure fra i commenti dei fan, in pianta stabile davanti alla tv con il 28.3% di share e primo posto del sabato sera, ma che potrebbe rendere ancor più visibile la necessità del teatro e dirigere i cantanti..su Spotify!

Luca Fortunato

Nato con la 'penna' all'ombra del Colosseo, sono giornalista pubblicista nell'OdG del Lazio. Accanto alle cronache del mio Municipio con il magazine La Quarta, alterno le mie passioni per la musica e il calcio, scrivendo per alcune testate online (M Social Magazine e SuperNews), senza dimenticare il mio habitat universitario. Lì ho conseguito una laurea triennale in Comunicazione a La Sapienza e scrivo per il mensile Universitario Roma. Frase preferita? "Scrivere è un ozio affaccendato" (Goethe).