Leonardo Mazzarotto (La Compagnia del Cigno): “Ho utilizzato il mio reale percorso di crescita per far maturare anche il mio personaggio” | INTERVISTA

Basta poco per diventare un cult televisivo e di conseguenza un’icona per moltissimi spettatori: Leonardo Mazzarotto, aka Matteo ne “La Compagnia del Cigno” è il volto dell’imprevedibilità e ingenuità, parentesi veloce fra adolescenza ed età adulta con la nascita di una figlia sul set e di una passione per la recitazione nella vita reale, ma sempre devoto al suo scopo nella vita, la musica. Ci racconta infatti in un’intervista esclusiva: “Nonostante Matteo abbia un paio d’anni meno di me, ho cercato di trasferire la sicurezza nella recitazione in quella caratteriale che Matteo ha acquisito nel corso di questi due anni”. Infatti fra la prima e la seconda stagione della fortunata fiction di Rai 1 è passato un arco temporale non proprio trascurabile sia per i personaggi che per i reali interpreti, che però non ha minimamente smorzato la coesione dell’intera Compagnia: “Tornare sul set è stato meraviglioso. Mi è sembrato di riprendere un cammino lasciato a metà con la prima stagione, ma senza avvertire che fosse passato del tempo”.

Anche la stessa pandemia che si è messa di mezzo non ha fatto perdere il sorriso alla troupe, ligia ancor di più a un’organizzazione attenta e precisa, tale da “rendere per certi versi più semplice lo svolgimento stesso delle riprese”. Quasi un effetto benefico sulle paure esterne circostanti – di fronte a quel primo lockdown che gli fece perdere addirittura la voglia di suonare secondo una vecchia testimonianza – dove tutti i componenti son diventati modelli essi stessi per gli altri: “per il mio personaggio, mi sono basato soprattutto sugli eventi raccontati in sceneggiatura, relazionandoli a tutto quello che ho imparato a conoscere nel corso della storia. Certo, ho anche immaginato come mi sarei comportato io, ma ho messo insieme il mio modo di essere con quello di Matteo e ho scelto di volta in volta dove andare a cercare a seconda delle scene”.

Insomma un grado d’impulsività e un certo tocco d’insicurezza son elementi interiori, difficili da poter essere messi a scatola chiusa dentro una persona, ma Leonardo li ha saputi interpretare con determinazione grazie pure agli studi fatti durante questi anni, facili da renderlo il protagonista indiscusso di questa serie…ormai conclusa? “Non sappiamo ancora se ci sarà una terza stagione. Sicuramente la storia di Matteo ha avuto un arco narrativo importante e già sufficiente a chiudere un cerchio, ma rimane la storia di un ragazzo che ha di fronte delle sfide che si sono trasformate in certezze. Lo spazio per un futuro da raccontare c’è”. Una porta socchiusa su “La Compagnia del Cigno”, che risentirà inequivocabilmente delle decisioni della rete e della produzione pure in base allo studio degli ascolti registrati, ma che di fatto non nega la possibilità di ulteriori scenari artistici per il ragazzo romano del 1998: “Anche se vorrò continuare ad approfondire e a costruire su queste basi, mi piacerebbe dare spazio alla scrittura e alla composizione di brani”. Appunto, un ritorno alla musica per Leonardo Mazzarotto, violinista a tutto tondo in un panorama artistico sempre in divenire!

Luca Fortunato

Nato con la 'penna' all'ombra del Colosseo, sono giornalista pubblicista nell'OdG del Lazio. Accanto alle cronache del mio Municipio con il magazine La Quarta, alterno le mie passioni per la musica e il calcio, scrivendo per alcune testate online (M Social Magazine e SuperNews), senza dimenticare il mio habitat universitario. Lì ho conseguito una laurea triennale in Comunicazione a La Sapienza e scrivo per il mensile Universitario Roma. Frase preferita? "Scrivere è un ozio affaccendato" (Goethe).

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