“Io sono di legno” di Giulia Carcasi | RECENSIONE

Si portano pesi anche sulle spalle spoglie. Spesso i macigni che ognuno ha non si vedono, si nascondono sottopelle. I fardelli pesanti risiedono nell’anima. È lì che ingobbiscono le labbra che restano ferme, porte chiuse ai sorrisi, alle parole libere, alla leggerezza. In questo modo si diventa legno per difendersi, per non mostrarsi per ciò che si è veramente. Come batte il cuore e per cosa resta un intarsio nell’anima, come legno. Tutto resta incapsulato nel silenzio per incapacità di buttare fuori quello che ci opprime, ci schiaccia. Se si vivono gli sguardi, la severità, il rigore, si ha poca dimestichezza con le parole da condividere. Si teme di perdere qualcosa o di compromettere la propria persona. Più si tace e più i fardelli diventano grandi.

In Io sono di legno di Giulia Carcasi sei le parole di due donne, madre e figlia. Giulia e Mia si conoscono poco e parlano anche meno. Entrambe scrivono per colmare le distanze, per riuscire ad unirsi. I segreti dell’una e dell’altra vengono fuori su carta. La mamma legge il diario della figlia e sente che deve ritrovare un ordine per sciogliere i nodi che bloccano lo scorrere delle scelte. Il silenzio ha un prezzo e anche le parole ce l’hanno, la verità è la somma di tutte le direzioni e sottrarsi sarebbe da vigliacchi. Con essa si apre il vaso di Pandora.

Bellissimo il romanzo. La narrazione è intimistica, lo stile evocativo, la prosa delicata. La scrittura originale, potente, delicata, si apre come il cielo ad ogni alba pronta ad accogliere tutte le emozioni che il lettore riverserà con lo sguardo e con l’anima.

Lucia Accoto

Giornalista pubblicista, autrice e conduttrice di programmi TV. Ho la passione per la cronaca nera, per i libri e la moda, senza trascurare lo stile nelle sue sfaccettature. I libri mi accolgono sempre come una signora, posandomi sulle spalle uno scialle di titoli ed emozioni.