“Gli espresso” di Maria Giovanna Coppola e Umberto Tammaro | RECENSIONE

La miscela degli incontri interessanti ha il profumo dell’estate. Sono esplosivi per la vivacità con cui intrecciano storie che rimettono in piedi l’animo. Finisci così nella cadenza del ritmo che trova la vibrazione dell’intesa. Intendersi con qualcuno su qualcosa che accomuna le parti è una questione che fa tremare le emozioni. Raccontare o raccontarsi non appartiene a tutti. Succede quando gli occhi obbediscono all’anima, quando sono se stessi. Genuini. Gli incontri sorprendenti, spesso, avvengono dinanzi ad una tazza di caffè. Appuntamenti che poi si ripeteranno e che costruiranno altre storie dentro ad una più grande. L’aroma delle chiacchierate, fugaci, grezze, ti lasciano in bocca il sapore dell’attesa. Al bar oppure a casa, il caffè è un rito. È un’espressione che si palesa sul volto, ma che tieni per te il piacere del gusto. È facile dire: uncaffè, grazie. Dietro ai chicchi di caffè ci sono culturadella materia prima, tecniche di essiccazione, ditostatura, di preparazione e poi una varietà di specie che ne modificano il sapore se il caffè viene preparato a regola d’arte. Quando ti si presentano una tazzina di caffè, non vedi solo un’ambra nera fumante. Quella è la gioia di un momento che ti appaga, che senti di doverti prendere per forza, che ti rinvigorisce. Pochi sorsi come le belle storie che hanno bisogno di pause per apprezzarne il fascino. 

In Gli espresso di Maria Giovanna Coppola e Umberto Tammaro senti il profumo delle belle storie che nascono per caso e che diventano qualcosa di più di un racconto. Il caffè è interpretazioni e lo sanno bene Gabrielle e Florentino che alimentano la loro conoscenza a suon di storie e di tazze di caffè. Pochi minuti i loro in cui si scambiano informazioni interessanti e titoli di libri per finire loro stessi a scriverne uno. Incontri fugaci i loro davanti al bancone di un bar, un po’ come la vita che si vive a morsi, di corsa.

Il libro è evocativo. Semplice lo stile, ridotto all’essenziale. La narrazione ha i suoi ritmi quasi come la pausa del caffè. I dialoghi sono dosati, veloci. La storia è conoscitiva, permette di scoprire punti interessanti che solo gli esperti addetti ai lavori oppure gli estimatori del caffè conoscono bene, ma manca di quella spinta decisiva per renderlo affascinate.  

Lucia Accoto

Giornalista pubblicista, autrice e conduttrice di programmi TV. Ho la passione per la cronaca nera, per i libri e la moda, senza trascurare lo stile nelle sue sfaccettature. I libri mi accolgono sempre come una signora, posandomi sulle spalle uno scialle di titoli ed emozioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.