“La scultrice” di Pia Rosenberger | RECENSIONE

È normale avere un sogno. Impegnarsi a realizzarlo è un compito che supera la stessa determinazione. Credere in se stessi quando si hanno delle qualità, che vale la pena affermare, è un’imposizione che fa da corollario a tutte le idee. Ogni pensiero, ogni speranza, ogni giro di parole, è un tornare alla propria aspirazione. Il talento, se c’è, non va sprecato. Sciuparlo, poi, per uno sguardo a due significa ripudiare la fatica fatta per far passare quell’idea così chiara come i ghiacciai in Alaska. Basta una distrazione, una manipolazione, per finire nell’abisso del nulla. E tutto andrebbe in fumo senza porre alcun rimedio. I campanelli d’allarme vanno ascoltati, soffocare quello che l’anima ci dice in modo chiaro può essere controproducente. Si può scivolare nell’ambiguità dei compromessi perdendo potere di affermazione di sè. Far valere le proprie capacità zittendo tutti sul come e sul perché si è bravi, talentuosi,è una partita che va giocata con il lavoro duro. L’ostinazione serve, soprattutto quando sono le donne a occuparsi di segmenti professionali che sono maggiormente criticabili da uomini limitati nell’accettazione della parità di genere.

In La scultrice di Pia Rosenberger trovi la passione, il talento, la tenacia di Camille Claudel, una grande artista che ha dedicato la sua vita alla scultura. Siamo a Parigi. È  il 1881 quando sedicenne frequenta l’Accadémie Colarossi, una delle scuole d’arte private che accettano anche allieve donne. È brava Camille, ha talento. È anche cocciuta, testarda, vive per l’arte. La sua passione per la scultura si trasforma in ossessione sino quando diventa allieva di Rodin, un genio per molti e un impostore per altri. Sotto la sua guida impara moltissime cose e non pensa di sottrarsi ad altre. L’energia che entrambi cercano e trovano nell’arte sarà deviata in altro tanto da far perdere la stabilità alla bella Camille.

Il romanzo è bellissimo. La vita di Camille Claudel è tratteggiata con impeto. La narrazione è potente, assale il lettore in ogni sua venatura. La scrittura è incalzante, audace, passionale tanto da riuscire a trasmettere l’amore per l’arte, la scultura, in modo straordinario.      

Lucia Accoto

Giornalista pubblicista, autrice e conduttrice di programmi TV. Ho la passione per la cronaca nera, per i libri e la moda, senza trascurare lo stile nelle sue sfaccettature. I libri mi accolgono sempre come una signora, posandomi sulle spalle uno scialle di titoli ed emozioni.

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