Viola Nocenzi ci racconta il nuovo singolo VIOLA e si racconta | INTERVISTA

Cantante e compositrice figlia d’arte, Viola Nocenzi è una rivelazione nel panorama musicale attuale, e il suo primo lavoro una delle migliori novità italiane del 2020.

Personalità fuori dagli schemi, autentica e molto comunicativa, grazie ad un lavoro coraggioso e interessante, ha ricevuto l’apprezzamento del pubblico e della critica italiana e internazionale ,sia per le doti compositive e vocali della sua autrice che per la produzione di Gianni Nocenzi, genio riconosciuto del sound design.

Viola è riuscita a convincere sia come artista che come persona. “Un cielo viola d’autunno demodé, un po’retrò” canta in questo brano, fotografia dell’attesa di un amore, veicolo per ritrovare se stessi e la propria parte migliore.

Le seducenti linee vocali della canzone si impongono qui su una metrica che spezza parole e accenti. Composto dalla stessa Nocenzi su testo di Alessio Pracanica, Viola è anche un grido di speranza:

“Anche se le cose vanno male o sembra tutto difficile, la magia esiste, e la salvezza arriva per chi lavora su se stesso, per chi ci mette del suo e vede il mondo con la propria anima, i propri valori e ideali. Bisogna essere unici”

Viola Nocenzi è una cantante, una compositrice ed un’artista libera dalle regole del music business. Ma se Viola si dovesse raccontare, come inizierebbe la sua “storia”?

Inizierei nel non parafrasare e chiederei un incontro di sguardi. Credo che la libertà si possegga quando non se ne è consapevoli. Quando non si sceglie, quando è semplice temperamento. Ecco quindi che tutto quello che appare di me non lo definirei ma lo lascerei vivere.

“Viola” è il tuo secondo singolo estratto dall’omonimo Album pubblicato lo scorso Dicembre. Qual’ è il sound che caratterizza questo progetto musicale?

 Viola è un brano al quale tengo molto perché racconto intimamente di un specifico squarcio nello spazio tempo della mia vita. Il mondo sonoro che avvolge la scrittura del brano mi eccita e mi fa ballare ogni volta. È un’ orchestrazione che sale come un Bolero e sostiene sia la voce che il racconto narrativo di scrittura musicale. Come spesso avviene all’interno di questo disco coesiste in dicotomia l’elevazione verso l’apertura e contemporaneamente l’emozione più stretta e profonda dell’introspezione. Sensualità terrena ed eterea.

 Un singolo questo con al suo interno un “grido di speranza”. Raccontaci.

 Viola è sia una dedica che mi viene fatta che una dedica che io faccio a me stessa. Qui si parla dell’attesa di un amore da intendersi, come si evince dal videoclip, come una ricerca, che se è dell’amore giusto, porta a scoprire i propri lati nascosti e a far emergere la parte migliore di noi. Quando dico “Non vedi che il cielo è Viola” intendo ricordare a tutti quanti che siamo artefici del proprio destino, di quello che siamo in grado di vedere. E che molto spesso quello che vediamo non è nient’altro che il proiettore delle nostre capacità emotive.

 Ti definisci una ragazza tutto “Rock e d’altri tempi”. Un Mood o una filosofia di vita? Ma soprattutto cos’è rock per Viola?

 Non è né un Mood né una filosofia ma uno stato dell’essere. Il rock che conosco io è anticonformismo non scelto è la voglia di guardare oltre i mille soli. Il rock è la necessità intima di trovare una propria dimensione nel mondo unica, è per questo che molto spesso, parlando di ricerca personale, Il tutto si traduce in un risultato non conforme alla massa. Mi definisco anche d’altri tempi perché con assoluta coerenza con la mia dicotomia ,sempre presente, vivo alcuni valori e stili di vita appartenenti a tempi diversi dal presente.

Cito testualmente: “Questa terra mi interessa relativamente.” Quindi mi chiedo e ti chiedo: “Se la magia esiste (come tu stessa dichiari), e la salvezza arriva per chi lavora su se stesso”, Viola in che mondo si colloca? 

 Mi colloco nel mondo nel quale esiste  l’individualità della magia dello spirito e della ricerca intellettuale, il tutto unito da una terra che si attraversa per il gusto di sentirne l’odore.

 Nel ringraziarti per la tua presenza qui tra le pagine di M Social Magazine, mi chiedevo: “La Salvezza è arrivata (o arriverà) per la donna e artista che oggi sei?

La salvezza è come la speranza e come l’orizzonte. Arriva e si avvicina solo quando la cerchi.  In questo senso non smetterò mai di cercarla e invito tutti a fare lo stesso.

Rosa Spampanato

Rosa Spampanato anni 37. Amante della scrittura. Articolista per M Social Magazine Articolista per il Quotidiano LaSicila Collaboratrice per il Magazine Cherrypress e per la testata locale Rivista Zoom Sezioni di Riferimento Cinema TV Musica