Dalla tragica scomparsa del Principe Filippo al caso Von Der Leyen – Erdogan, passando per Olesya Rostova e Tommaso Zorzi: God Save The Queen!

La parola giusta può essere efficace” scriveva Mark Twain, ma a mio non modesto avviso nessuna parola può risultare davvero opportuna quanto un doveroso silenzio al momento giusto. Al giorno d’oggi, è risaputo, si è sempre pronti ad aprire la bocca per dar fiato alle gengive, ma mai a soffermarsi a riflettere su ciò che vorremmo dire o comunicare, incuranti di essere incompresi, o peggio, poter ferire qualcuno. Viviamo nell’era della fluidità, dove tutto ci appare a portata di mano, in cui non ci si preoccupa della potenza distruttiva che le parole possiedono e di quanta sofferenza esse possano causare se non soppesate con cura. Il silenzio fa bene al corpo ma anche (e soprattutto) alla mente, perciò, alle volte, si farebbe prima e bene a restarsene zitti punto e basta.

Questa settimana avrei potuto commentare l’assurdo “incidente diplomatico” tra Unione Europea e Turchia, nato per via di una poltrona mancata (neanche a dirlo, per i nostri politici rappresentano ciò che di più prezioso si possa trovare sulla Terra) e che ha visto protagonisti Ursula Von Der Leyen e Recep Tayyip Erdoğan, tuttavia, non amo dar credito a faccende a cui viene data più importanza di quella che meriterebbero. Oppure, avrei potuto riflettere sul caso mediatico di Olesya Rostova, la cui somiglianza con Denise Pipitone ha fatto comodo a non pochi sciacalli e ha malauguratamente riaperto una ferita non ancora rimarginata nel cuore di Piera Maggio. O ancora, avrei potuto scrivere qualcosa sul flop de Il punto Z, la nuova trasmissione condotta da Tommaso Zorzi che, come riportato da Alberto Dandolo, pare avrà vita breve a Mediaset, ciò nonostante non mi diverte perdermi inutilmente in chiacchiere da bar. Preferisco di gran lunga dedicare, per quel che vale, un po’ del mio tempo all’unica cosa che ha realmente scosso l’opinione pubblica, ossia la tragica e triste scomparsa di Filippo Mountbatten, consorte dell’amatissima Reginadel Regno Unito Elisabetta Windsor. Duca di Edimburgo, Conte di Merioneth, Barone Greenwich e, come se non fossero già abbastanza cariche per una sola persona, ex Principe di Grecia e Danimarca, quello che era conosciuto ai più semplicemente con l’appellativo di Principe Filippo ha deciso di salutarci alla soglia dei 100 anni (li avrebbe compiuti il prossimo 10 giugno) in una maniera che soltanto lui avrebbe potuto permettersi, silenziosa e discreta, la stessa che lo ha contraddistinto per tutta la vita, tant’è che, stando alle sue ultime volontà, i funerali si svolgeranno sabato 17 aprile in forma privata. Indifferente ai giudizi di coloro che lo definivano “un principe senza una casa e senza un regno” e rimanendo spesso “dietro le quinte” pur senza tirarsi mai indietro, per oltre settant’anni è rimasto al fianco di una donna che in più di un’occasione si è vista crollare il peso del mondo sulle spalle e che i benpensanti di questo nostro sconclusionato XXI secolo hanno avuto l’ardire di criticare e scimmiottare persino in questo periodo di lutto. Non ho affatto gradito i meme, a detta di qualcuno divertenti e ironici, che vedevano Queen Elizabeth sul trono del dating-show di Maria De Filippi, le vignette di pessime gusto che la invitavano a cercare un nuovo compagno, le dicerie che paventano una sua possibile abdicazione e quell’infinità di indelicate esternazioni che rappresentano, né più né meno, lo spirito della società moderna, un luogo spacciato per “civile” e dove a mancare, però, è la cosa più fondamentale: il rispetto. Spesso ci illudiamo nel considerare determinate personalità, che si tratti di membri della famiglia reale, celebrità, eminenze della scienza e chi più ne ha, più ne metta, al di sopra dei “comuni mortali”, dimenticando di aver difronte ESSERI UMANI con le nostre stesse debolezze, fragilità, punti deboli. Qui non stiamo parlando solamente di una sovrana, ma di una figlia, di una madre e di una moglie che ne ha viste di ogni al pari di chiunque altra, e che spero vivamente riesca a rialzarsi dalla più atroce delle sofferenze, la perdita dell’amato sposo.

È proprio il caso di dirlo: GOD SAVE THE QUEEN!

Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo. Web: www.simonedimatteo.com

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