“Mandorla amara” di Maria Rita Sanna | RECENSIONE

Sudiciume e freschezza. Le due cose messe insieme cozzano come la nevicata di parmigiano sugli spaghetti alle cozze. Non c’entrano nulla, è vero. E nessuno mai si sognerebbe di accostarli, tanto impossibile sarebbe l’unione quanto crederci. Lo sporco puzza e la freschezza profuma, l’uno si scontrerebbe con l’altra. Farebbero a cazzotti, non c’è niente da fare. Eppure, aguzziamo lo sguardo e strizziamo l’occhio ad un pensiero diverso, nuovo. Esistono uomini sudici nell’anima che in pubblico emanano quella vivacità che li rende brillanti, freschi. Sono invece amari, fiacchi, cattivi. Sono anche prepotenti in privato e mansueti alla luce del sole. Colpiscono quando meno te l’aspetti, a parole ed a pugni. Sono zozzi dentro, di ferocia, di crudeltà. Non sono quello che sono, ma quello che fanno. Umiliano chi gli sta accanto, usano la forza per farsi rispettare, comandano con calci e schiaffi, pretendono obbedienza. Sono la melma fatta persona.Una volta fuori casa si puliscono per sembrare belli ed irreprensibili, ma il sudiciume è incrostato fin nelle ossa. Alla lunga il fetore arriva al naso di chi aveva occhi appannati, sguardi distratti. Soggetti del genere sono dei poveracci e non lo sanno neanche.  

In Mandarla amara di Maria Rita Sanna senti il marcio di vite incrostate di sudicio. Alcune sono anime belle, buone, altre crudeli. Quelle che si nascondono sotto strati di sporco, che vivono alla giornata, sono le più fresche. Non hanno niente da perdere, i ricordi sono l’unica ricchezza o incubo che hanno. Sentono quando uno è vero oppure falso, annusano la bontà dalla cattiveria che spesso passano prima dagli occhi. Lo sa bene Marisa, una barbona, che ha scelto la strada per espiare le sue colpe, i suoi tormenti. Lei riconosce le mandarle amare, chi è amaro dentro. E c’è chi, invece, vive accanto all’orco come Lucia. Entrambe vedono il sudiciume, una ce l’ha addosso e l’altra lo subisce. Tutte e due, però, mettono da parte le mandarle amare per riscattarsi dopo aver ingoiato rospi e brutture. Le due donne, diverse tra loro, sapranno riconoscersi, annusarsi, fidarsi. In loro c’è tutta la freschezza che gli occhi pesti o i capelli stopposi non potranno mai nascondere.

Bellissima la storia. Toccante, suggestiva. La prosa è evocativa. Il romanzo è scritto davvero bene, il lettore diventa esso stesso uno dei personaggi tanto la scrittura è meravigliosa. Non ci sono ripetizioni, non esistono défaillance stilistiche o di contenuto. La penna di Maria Rita Sanna è matura, riflessiva, bella. 

Lucia Accoto

Giornalista pubblicista, autrice e conduttrice di programmi TV. Ho la passione per la cronaca nera, per i libri e la moda, senza trascurare lo stile nelle sue sfaccettature. I libri mi accolgono sempre come una signora, posandomi sulle spalle uno scialle di titoli ed emozioni.

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