“La cliente sconosciuta” di Elda Lanza | RECENSIONE

I sospetti possono confondere le idee. Disorientare. Più ci si incaponisce su un punto e più se ne perdono altri di vista. Focalizzarsi unicamente su qualcosa che potrebbe rivelare la verità è sbagliato. Si perde, così, la visione d’insieme rischiando di affossare anche le certezze. I sospetti hanno bisogno di prove, di riscontri oggettivi,per essere spazzati via ed essere trasformati, in questo modo, in qualcosa di solido e di inconfutabile. I sospetti non possono essere avallati da condizionamenti o da superficialità. Il sentito dire, poi se non è associato a qualcosa di concreto e di riscontrabile, ammazzerebbe la via giusta per scoprire gli altarini. Insomma, se non si va con i piedi di piombo si rischia di essere ingannati da quei sospetti che, inizialmente, parrebbero indicare la verità. Questa, però, bisogna sempre cercarla, scovarla, inseguirla, soprattutto quando di mezzo c’è la vita di qualcuno o quello che ne è stato. Andare dietro ai sospetti ed ai sospettati porta ad azionare i pensieri a mille quando invece bisogna capire con mente lucida.

In La cliente sconosciuta di Elda Lanza segui la storia di una donna, una che è stata la più bella del pianeta, per scoprire chi l’ha uccisa. Ha un appuntamento con un avvocato, Max Gilardi, ma prima di riceverlo viene assassinata. I due non si conoscono, ma l’ex Miss Mondo ha urgenza di parlargli. “Ha bisogno di parlare di una cosa seria” con l’avvocato che sarà costretto a conoscerla attraverso il suo passato segnato da successi, da uomini potenti e da tragedie. C’è un sospetto che fa perdere la traiettoria della verità e le indagini sembrano arenarsi, poi però si torna all’inizio. Lì c’è la chiave giusta. La prova. 

Affascinante la narrazione. Pulita la scrittura, il romanzo conquista per stile e per come ragiona l’avvocato Gilardiper stanare il colpevole.  

Lucia Accoto

Giornalista pubblicista, autrice e conduttrice di programmi TV. Ho la passione per la cronaca nera, per i libri e la moda, senza trascurare lo stile nelle sue sfaccettature. I libri mi accolgono sempre come una signora, posandomi sulle spalle uno scialle di titoli ed emozioni.

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