Jessica Selassié vince il GfVip 6: quando la meritocrazia viene applaudita ma mai sposata!

Viviamo in un sistema che sposa il merito, l’uguaglianza e la parità di condizioni, ma esalta quelli con la ricchezza, il potere e la celebrità, in qualunque modo l’abbiano guadagnato” disse tempo fa l’avvocato, professore e attivista per i diritti civili americano Derrick A. Bell. E pensare che non ha mai conosciuto gli ultimi anni di questa sconclusionata modernità. Sono certo che, se ne avesse avuto l’opportunità, ne avrebbe fatto volentieri a meno. La nostra è una realtà dove ci si batte il petto per la giustizia e si coprono le ingiustizie, in cui tutto e il contrario di tutto. E questa insana abitudine, purtroppo, la si può riscontrare facilmente ad ogni livello e in qualsiasi ambito, persino in quello televisivo.

Il Grande Fratello Vip 6 di Alfonso Signorini, dopo ben 183 giorni di messa in onda, è finalmente giunto al termine, peccato solo che, almeno per me, non ci sia stato nessun “lieto fine”. I miei inquilini preferiti, coloro i quali avrei voluto veder trionfare, sono stati eliminati uno dopo l’altro con una rapidità tale da darmi quasi l’impressione di star assistendo ad una partita di domino. E al loro posto, invece, non sono state “defenestrate” persone che forse lo avrebbero meritato. Per carità, “de gustibus non disputandum est”, però di certe scelte riesco incredulo ad apprezzare giusto una cosa, il coraggio!!! Si, il coraggio di chi le rende possibili, senza contare quello del pubblico, unico sovrano della televisione italiana, o perlomeno così dovrebbe essere, che li predilige rispetto ad altri. Fosse dipeso da me, sarebbe stata Lulù Selassié a vincere. Sarà anche un’improbabile principessa etiope dal bon-ton sconosciuto e mai pervenuto, che sicuramente non incarnerà alla perfezione il “membro-tipo” di quella casta e quei vessilli di cui si fregia, ma comunque ha dato al format molto di più di quanto abbiano fatto i suoi coinquilini, alcuni in particolare. Basti pensare alla neo-eletta vincitrice Jessica Selassié che, non so a voi, a me ricorda un po’ Cenerentola, in una sua grottesca rivisitazione moderna. Vedendola dall’esterno, difatti, mi è sempre parsa una donna alquanto remissiva, continuamente alle prese con i deliri di onnipotenza delle sorellastre viziose e viziate (che poi, in questo caso, non sono altro che le sue vere sorelle) e con un principe azzurro (Gherardo Gaetani dell’Aquila d’Aragona, semplicemente noto con il soprannome di Barù, che non sarà realmente un principe, ma è e resta un uomo di nobili natali) che a stento sembra accorgersi di lei e che, quando finalmente la nota e le si avvicina, si scopre essere piuttosto diverso da quell’idea fiabesca che la giovane si era fatta di lui. Insomma, un “vissero per sempre felici e contenti” mancato, tant’è che il finale per lei sarà proprio da ragazza single e da “regina” per una sola notte, quella in cui ha battuto, inspiegabilmente, “gli aspiranti e le aspiranti al trono avversari” grazie al televoto del popolo. E che dire del secondo classificato Davide Silvestri, eletto non si sa da chi come il miglior concorrente di questa sesta e interminabile edizione?! Signori e signore, se la classe e il carattere si potessero vendere, mi indebiterei per regalargliene un pochino. E poi, non sarebbe stato meglio arrivare ultimo anziché salire sul podio e non riuscire ad occuparne il primo posto? Io direi proprio di sì!

Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo. Web: www.simonedimatteo.com