Mariti e mogli, al Teatro Manzoni con Monica Guerritore e Francesca Reggiani

«E’ stato proprio Woody Allen a darmi il permesso di adattare la sceneggiatura per il teatro del suo film ‘Mariti e Mogli’ (1992), anche se di questo devo ringraziare soprattutto l’amico Vittorio Storaro, direttore della fotografia e amico del regista, che ha fatto da tramite raccontandogli del mio precedente lavoro su Strindberg e Bergman e degli anni alle prese con ‘Scene da un matrimonio’. Così l’attrice Monica Guerritore parla della commedia ‘Mariti e Mogli, in scena al Teatro Manzoni di Milano, tratta dall’omonimo film del regista americano, da lei oggi diretta e interpretata.

Sul palco anche l’attrice Francesca Reggiani e un ricco cast di attori, ovvero Ferdinando Maddaloni, Cristian Giammarini, Enzo Curcurù, Lucilla Mininno, Malvina Ruggiano e Angelo Zampieri.

Dal cinema al palcoscenico ‘Mariti e mogli’ tratta di crisi coniugali e tradimenti. «L’idea venne alla collega e amica Reggiani», racconta. «Io ne ho seguito fedelmente il copione ma non potendo illustrare i vari luoghi newyorchesi che fanno da sfondo alla storia, ho trasformato Manhattan in un altro tipo di isola. Ho scelto infatti lo spazio di una sala da ballo (la musica proposta è proprio quella amata da Woody Allen, il genere swing, le atmosfere anni ’30 e’40 e ancora da Louis Armstrong a Etta James, ndr.), nella quale un gruppo di uomini e donne si ritrova obbligato a trascorrere, per via di un black- out, una notte dionisiaca tra vino, musica e imprevisti. Va così in scena una confessione collettiva, piacevole e profonda. Allen è sempre stato un grande, nel rappresentare la natura dell’uomo, con tutte le varie inadeguatezze, soprattutto di fronte al grande tema dell’amore e del sesso».

Con questa commedia state raccogliendo applausi e consensi già da un paio d’anni: ha già un’ idea per il prossimo spettacolo? «Assolutamente sì, sto pensando a un adattamento della ‘Donna che visse due volte’ che trasformerò in la ‘Donna che morì due volte’, vero e proprio noir sulla vendicatività femminile».

In scena al Manzoni fino a domenica 18, da pochi giorni la vediamo anche al cinema con Diego Abatantuono in ‘Puoi baciare lo sposo’, diretta dal regista Alessandro Genovesi. E’ stata un’esperienza piacevole? «Molto. Mi sono divertita a tener testa a Diego, classico maschio alfa assolutamente impreparato alla rivelazione dell’omosessualità del figlio. Sono orgogliosa di avere preso parte a un film che affronta, in modo divertente e delicato, il tema delle unioni civili».

TEATRO MANZONI

Fino al 18 marzo – ORARI: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30 – BIGLIETTI: Poltronissima Prestige € 35.00 – Poltronissima € 32.00 – Poltrona € 23.00 Poltronissima under 26 € 15.00.


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Sonja Annibaldi

Sonja Annibaldi - Giornalista e speaker dal 1993, si occupa da sempre di musica e spettacolo e collabora con importanti testate nazionali. Ama il rock, il sushi, la storia dell’arte e i cani. Vive con Blanco, il suo inseparabile Cavalier King.