AMICI17 | Al serale e nella vita più Celentano, più Ermal Meta, meno illusori.

Non hai studiato, continui a non aver voglia di studiare, hai la passione per quello che fai, ci metti il cuore ma non hai la tecnica? Questi sembrano essere i requisiti per il serale di Amici, quindi prova a farne parte anche tu se li possiedi!

In realtà dovrebbero essere i requisiti per un film horror, ma ci accontentiamo.
Scenario a tratti tragico, quello del “seralone” di quest’anno. Bellissime premesse, ma niente di più.
Sul palco regna un caos totale, il talento viene penalizzato e quelli che dovrebbero essere esperti sembrano più incompetenti del pubblico quindicenne votante.
Per evitare caos anche qui, proviamo a procedere un passo alla volta.

I ragazzi in gara.
Antipatie e simpatie a parte che in un talent non dovrebbero interessare, fatico a credere che il meglio dei provini sia al serale, altrimenti qui le cose sono due: o tutti i veri talenti provano altre spiagge, o c’è un problema serio e grave nella selezione.
Eppure qualche elemento interessante nella scuola c’era, peccato che sia stato fatto fuori per non si sa quale motivo. Cito con tristezza i The Jab, gruppo talentuoso che sapeva bene quale fosse la propria direzione, formato da bravi musicisti e un frontman intonato e con personalità. Cito anche Yaser, che è riuscito a cantarci “Somebody to love” senza farci scrivere che Mercury si sarebbe rivoltato nella tomba, e Orion che non ha mai sbagliato una coreografia.
Invece al serale troviamo voci banali, stecche prese quasi con precisione, passi di danza dimenticati, gente che non distingue Dalla da Bennato, ma in compenso abbiamo il fantastico, unico, incompensabile CUORE.
Perché, si sa, l’importante nella vita è metterci il cuore.

Ma la colpa non è di questi ragazzi che a meno di vent’anni tentano di diventare famosi senza troppa fatica. Ci sta. Finché vedranno che è possibile è normale che tentino, sorpassando chi lavora duramente.
A permettere tutto questo sono i professori.
Da anni ci chiediamo se recitino un copione. Speriamo di sì, a questo punto, perché non si può credere al fatto che trovino talentuosi certi elementi.
Tra i prof di canto spicca Rudy Zerbi, che ha sempre ragionato da discografico e sempre lo farà. Per lui ad oggi il migliore è Biondo. A Novembre i suoi preferiti erano i The Jab, poi magicamente diventati anonimi. Sarà perché Biondo vende e piace alle ragazzine un po’ come Riccardo Marcuzzo? Peccato che con l’intonazione perfino Riky in confronto sembrasse Chris Martin e che “parigine come amiche e sulle gambe” rispetto a “come un déjà vu che si ripete” fosse da Pulitzer.

Tra i prof di ballo, invece, chi potrebbe spiccare più di Garrison?
Da sempre l’avvocato delle cause perse. Anche quest’anno ne ha una, ovviamente. È più forte di lui.
Quando vede qualcuno che ci prova, ma che non ce la fa, trova il modo per dire che ciò che conta è il cuore.
Al solito la cattiva risulta essere la maestra Celentano, che invece è l’unico spiraglio di luce tra questi professori. Modi forti, a volte troppo forti, ma ha sbagliato raramente in tutti questi anni. Alessandra Celentano dice grandi verità il più delle volte e solo chi non vuol vedere non riesce a darle ragione. Smettiamola con questa soggettività: la danza è oggettiva. Se non hai la tecnica, non hai studiato e dimentichi le coreografie non puoi pretendere di svegliarti un giorno e voler ballare in importanti compagnie, a meno che tu sia un talento innato e non mi sembra il caso di questi ragazzi. Anche per ballare in tv ci vuole una preparazione grande, quindi perché illudiamo i ragazzi di poter fare qualsiasi cosa e diciamo loro che l’importante è crederci e non arrendersi?
La verità a volte è cruda, ma non è vero che tutti possono fare tutto. O meglio: tutti possiamo ballare e avere grande passione, ma se siamo oggettivamente mediocri non possiamo fare della nostra passione un lavoro, a meno che qualcuno di importante ci prenda in simpatia e allora andiamo a sfondare un’altra porta che però non è il caso di sfondare. La lasciamo chiusa.

L’altro spiraglio di luce, che ha affrontato il discorso “oggettività” con il canto, lo troviamo nella giuria esterna.
Una certezza per quanto riguarda l’onestà intellettuale: Ermal Meta.
Partendo dal presupposto che sembra sia l’unico competente in giuria, e anche l’unico in grado di affrontare un discorso sensato con proprietà di linguaggio e senza perdersi tra le sue stesse parole o inutili buonismi, dovremmo fargli una standing ovation quando ci ricorda che non basta riuscire a far battere le mani al pubblico per essere bravi artisti. La musica è un’altra cosa. Anche la musica è oggettiva, altrimenti non esisterebbero i professori.

Per quanto riguarda gli altri, sembra una gara a chi spara la frase più buonista solo perché ora va bene far parte della giuria e prendersi gli applausi, ma rischiare che un commento negativo ti faccia risultare antipatico agli occhi del pubblico no. Quindi, per favore, qualcuno dica alla Michelini e all’Amoroso che nessuno penserebbe male di loro se non dicessero a tutti “bravissimo/mi arrivi/sei migliorato/tenero/poverino/cattivi i prof/hai tanto cuore”, perché altrimenti poi tocca pensare che siamo davanti a incompetenti che pensano davvero ciò che dicono e non vorremmo diventare cattivi con certi pensieri. È preferibile pensare che sappiano bene come tutelarsi senza esporsi troppo. Scelta condivisibilissima, per carità, ma a quel punto avrebbero potuto vedere il serale dal divano di casa.

Il fatto è che i ragazzi non hanno bisogno di qualcuno che li coccoli, o almeno non solo. I ragazzi hanno bisogno di qualcuno che abbia il coraggio di dire loro la verità. Senza offendere, senza insultare, ma la verità nuda e cruda.
Smettiamola con l’illusione, con la storia secondo la quale l’importante è avere passione, con i pietismi verso chi non ce la fa, solo perché prova a farcela, con la beatificazione di chi ha poco talento o non ne ha affatto, a scapito di chi lavora duramente da anni e oltre alla passione ha anche la dedizione e lo studio.
Facciamo andare avanti ballerini come Bryan, che da due puntate balla solo coreografie lontane dal suo stile ma a cui mai nessuno ha detto “poverino, è penalizzato” perché è così palesemente bravo che riesce a fare tutto; ballerine come Lauren che in tutto ciò che fa risulta credibile; facciamo andare avanti uno come Zic che scrive, suona, sa quale sia il suo mondo e soprattutto sa cosa dice, quando interpreta; facciamo andare avanti uno come Matteo che è già stato umiliato abbastanza dall’incompetenza e che finalmente al serale si sta prendendo la propria rivincita con il televoto che quest’anno, a parte rare eccezioni, sembra essere più sensato dei voti dei professori.
Facciamo andare avanti il talento. Di errori con queste prime eliminazioni già ne sono stati fatti, quindi ci sarebbe da mettersi una mano sulla coscienza.
Il pubblico è stanco, soprattutto perché non è solo quello in studio a esistere e a contare.
Dare il contentino del televoto per poi fare eliminazioni interne è stata la mossa peggiore, perché alla fine la decisione è loro: dei professori o chi altro.

In bocca al lupo ai pochi talenti veri rimasti, che se non dovessero uscire alla prossima puntata sarebbe un miracolo. In bocca al lupo anche ai ragazzi con grossi limiti, perché se riuscissero a superarli sarebbe bello, ma se così non fosse non sarebbe la fine di tutto: le passioni rimangono, ma la consapevolezza è importante.
In bocca al lupo a tutti, augurando loro di incontrare nella vita più Celentano, più Ermal Meta e meno illusori.

Ambra De Sanctis

Da piccola fingevo di saper scrivere e improvvisavo geroglifici sul foglio perché ho sempre sognato e sogno ancora di fare la scrittrice. Nel frattempo ho scritto un libro, lavoro come freelancer e ho una passione irrefrenabile per la musica, i telefilm, la tv, tutto ciò che è trash e tutto ciò che è cultura. Mi disturbano i disinformati saccenti.

Un pensiero riguardo “AMICI17 | Al serale e nella vita più Celentano, più Ermal Meta, meno illusori.

  • 16 aprile 2018 in 19:15
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    Bravissima. Non ce altro da aggiungere. Grazie.

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