Temptation Island punta sull’insicurezza personale e sulla tentazione seduttiva. E’ questa la TV che vogliamo?

Oggi, in questo periodo storico del nostro Occidente, chi vuole davvero infrangere le regole resta fedele al proprio partner.

Emerge, in effetti, da molte ricerche condotte in diversi paesi del mondo, che il poliamore, amare contemporaneamente più persone, nella convinzione di ciò che si fa (e con chiarezza di rapporti tra tutti i partner coinvolti), non funzioni. Sono rapporti che non durano, che non apportano alcun arricchimento al nostro mondo affettivo. Inutili, oltre che decisamente deleteri.

Eppure, anche quest’anno assistiamo alla messa in onda di Temptation Island, una trasmissione demente che vorrebbe farci credere che sia facile cambiare idea amorosa, e che si possa cedere con facilità a tutte le forme di tentazione, specialmente quelle che i media e la cultura imperante definiscono in, ovvero particolarmente moderne. Essere avanti oggi significa tradire, facilmente, e ad un punto tale che qualche autore televisivo, con la compiacenza di altrettanti conduttori economicamente geniali, pensa persino di poter realizzare, con qualche successo, un programma televisivo di un basso, bassissimo livello educativo e comunicativo.

È necessario essere chiari dal punto di vista scientifico quando parliamo di argomenti come questo, perché stiamo ragionando su atteggiamenti che possono migliorare le nostre relazioni sociali ed amorose. E, dal mio punto di vista, con l’amore, con la creazione di un progetto di vita che si auspica possa durare una vita, non si scherza. Ridere di queste cose, tranne i casi in cui siamo di fronte ad una comicità desiderata, cercata ed esplicita, è sempre pericoloso e diseducativo. Infatti, il fulcro di questa trasmissione è la promozione di atteggiamenti di insicurezza personale, sui quali agisce la tentazione seduttiva dell’altro/a, alimentando l’idea nei telespettatori che tutto questo sia possibile, perché normale… Come se fosse persino giusto lasciarsi andare a quella forma di incertezza personale e di coppia, all’interno della quale si insinua l’idea di cambiare partner. Ecco, tutto questo alimenta un sentimento generale di sfiducia verso le proprie decisioni, e non solo affettive, ma anche nei riguardi delle proprie capacità, dei propri desideri, dei propri progetti, come se fosse possibile, in questo caso persino giusto, dubitare dei propri ragionamenti e dei propri pensieri. E quando questo accade, e diventa un atteggiamento che si protrae nel tempo, ossia un modo di ragionare, il mercato, conscio della nostra debolezza, ci propina tutto quello che vuole, pur di farci accendere la televisione, comprare e consumare. René Girard, un grande antropologo franco-statunitense, scrive un saggio nel 1982 intitolato Il capro espiatorio, nel quale afferma che ogni gruppo umano tende a costruire un nemico per far funzionare le relazioni sociali, imitando l’individuo che vince nei conflitti e nelle rivalità. E in questa trasmissione il ruba-partner diventa la figura vittoriosa, che ottiene quello che vuole, costi quello che costi. Ecco cosa accade.

Dunque, vi consiglio, si spegnere la Tv e far sì che questi programmi abbiano un ascolto minimo. Purtroppo, sono quasi sicuro, che molti invece li vedranno, non sapendo che in questo modo fanno il gioco dei grandi poteri finanziari.

Resto fiducioso, comunque, e spero che la maggioranza di noi continui a credere in un amore grande, magari complesso, ma che duri nel tempo, possibilmente sino alla fine dei propri giorni. Vi assicuro, per esperienza personale, che è come volare in un cielo azzurro, accettando le nuvole passeggere e qualche pioggia, ma con il sereno sempre in agguato.


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Alessandro Bertirotti

Docente universitario e Visiting Professor di Anthropology of Mind presso la Universidad Externado de Bogotà, Colombia