Le emozioni nel cassetto

Avete mai pensato a quante cose ci dicono gli oggetti? E quante cose noi diciamo con gli oggetti?

Spesso, senza neanche rendercene conto noi parliamo attraverso gli oggetti, comunichiamo un bisogno, impartiamo un ordine, definiamo una relazione utilizzando gli oggetti di casa.

Questo lo facciamo da tanto, tanto tempo. Nell’ottocento, ad esempio, nelle culture contadine, quando la sposa varcava la soglia della propria futura dimora, che era solitamente la casa del marito, trovava accanto alla porta una scopa. Il messaggio era chiaro: devi saper rassettare la casa, devi saper tenere in ordine. Se questo allora era luogo comune e se succedesse ora, con ogni probabilità le risposte della novella sposa non sarebbero certo quelle di un tempo.

Ma pensiamo a quante volte, ancora oggi, lanciamo messaggi espliciti a chi vive con noi, lasciando lo strofinaccio per la polvere in bella vista sul mobile; oppure il detersivo per i piatti, sul lavello in cucina; il moccio o l’aspirapolvere nell’ingresso…. Queste azioni fanno parlare gli oggetti, comunicano all’altro che occorre spolverare, lavare i piatti, pulire…. Non siamo noi a volerlo, a decidere, sono le circostanze che lo richiedono.

Gli oggetti diventano quindi un mezzo che ci permette di comunicare in maniera indiretta quello che vorremmo che si facesse, oppure una necessità.

Negli oggetti che noi conserviamo, che esponiamo o che teniamo nei mobili, è presente oltre ad un valore comunicativo anche un valore affettivo. Se aprissimo i cassetti di casa nostra, con l’intento di rimettere ordine o di vedere cosa abbiamo riposto, scopriremo un “mondo sepolto” sotto carte o riviste o maglie, di cui non ricordavamo l’esistenza. Ogni giorno compiamo gesti automatici con la certezza di trovare ciò che vogliamo nel posto in cui l’abbiamo messo; ma se ci soffermiamo e proviamo a guardare con attenzione nei cassetti possiamo anche riscoprire antiche emozioni e sentimenti legati ad oggetti che non pensavamo più di possedere. Ecco che riemergono alla luce tre cuccioli di dalmata: gomme che vostro figlio, da bambino vi aveva regalato. Erano rimasti lì, abbandonati insieme a matite, temperini, elastici….

Insieme ai cuccioli di dalmata, ecco che improvvisamente riemergono sentimenti ed emozioni. Probabilmente ricorderete il momento preciso in cui avete ricevuto il dono e tenerezza e affetto vi riempiranno il cuore.

Provate a guardare nei cassetti, nelle cose dimenticate, nei posti dove non credete ci sia nulla di utile, potreste avere delle sorprese inaspettate e bellissime.


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Ernestina Rossotto

Psicologa, psicoterapeuta. Ha fondato la filosofia dello "psico-design". www.psico-design.com