Questa culla dove la metto?

Quando in una realtà famigliare composta da due individui, si inserisce una nuova vita, diventa necessario fare spazio, creare spazio per “il nuovo”.

La nascita di un bambino o il suo arrivo in un contesto famigliare, comporta un cambiamento. Cambiamento nelle abitudini, cambiamento nei tempi, cambiamento nello spazio.

Non nasce solo una vita nuova, ma anche ruoli nuovi: genitori, nonni, zii…. che coinvolgono nella gioia molte persone. Se questo è vero per le persone lo è altrettanto per lo spazio domestico.

Per prima cosa vorrei sottolineare che prima di occupare uno spazio nel reale un figlio dovrebbe occupare uno spazio mentale. Questo permetterà di apportare i giusti adattamenti alla realtà.

Tutti noi abbiamo uno spazio strutturato in base alle nostre necessità ed abitudini; abbiamo uno spazio per mangiare e uno per dormire; abbiamo uno spazio sociale e uno intimo. Ma come ci comportiamo quando il nucleo famigliare aumenta?

La situazione ottimale sarebbe quella di poter adibire una camera per il nascituro, uno spazio fatto e creato su misura, con colori e arredi adeguati.

Non sempre ci è possibile, magari abitiamo in una casa piccola, con uno spazio a disposizione davvero risicato. Improvvisamente ci troviamo a dover ospitare culla, fasciatoio, lettino, carrozzina, pappe e biberon….

Tutte le nostre abitudini cambiano.

Spesso devono cambiare di collocazione anche i mobili e gli arredi che fino ad ora erano sistemati secondo il nostro gradimento.

Magari dobbiamo spostare il mobile del bagno per mettere il fasciatoio, magari dobbiamo togliere il televisore dalla camera o dal salotto perché ci deve stare la culla.

A volte si deve restringere lo spazio dei giochi, nel caso ci fosse già un figlio. Inizia una convivenza nella camera dei ragazzi, dove prima c’era un solo letto ora ci saranno un letto ed un lettino. Ci vuole tatto nel proporre questa riduzione di territorio, spiegando le necessità reali ai figli maggiori e riconoscendo che se anche non dimostrano troppo entusiasmo, saranno ripagati in futuro dall’affetto e dall’energia vitale che il piccolino porta con sé.

Se non possiamo adattare lo spazio, dobbiamo adattarci noi allo spazio, cercando di sfruttarlo al meglio, con spostamenti, a volte anche sacrificando qualche mobile in modo da permettere al nuovo arrivato di trovare un ambiente accogliente e “caldo”. Non importa se la casa è grande o piccola, la cosa importante è che ci sia la disponibilità mentale ad essere aperti a nuove modalità di vita e di convivenza.

Se nel nostro pensiero la culla ha già trovato la sua giusta collocazione, allora sapremo trovarlo anche nel reale!

 

Ernestina Rossotto

Psicologa, psicoterapeuta. Ha fondato la filosofia dello "psico-design". www.psico-design.com