Quei “se” che limitano le nostre azioni

“Se …”, quante volte mettiamo questa piccola particella davanti alle nostre frasi.

Siamo consapevoli che le cose possono prendere una piega inaspettata e che molte non dipendono da noi.

Ci piace pensare di essere artefici di tutto. La realtà è che su poche cose siamo in grado di avere il controllo. Forse solo la mente.

Questo fatto spesso ci condiziona e dal momento in cui le cose non vanno come desideriamo, agiamo esattamente al contrario. Lasciamo quindi tutto al caso e aspettiamo le condizioni ottimali per agire.

Arriviamo anche a reprimere le emozioni in attesa del momento giusto per permetterci di viverle.

Ci capita di soffocare la gioia solo perché la leghiamo all’idea che ci siamo fatti della stessa.

Se le cose non vanno come immaginiamo, preferiamo vivere la delusione piuttosto che conoscere altri sentimenti.

La sconfitta sta nell’inganno della mente che convinta di poter controllare tutto e tutti cerca di plasmare gli eventi in base alla propria visione.

Se potessimo decidere noi come far andare le cose, saremmo tutti belli, ricchi e felici. Forse.

Anche se avendo tutti questa capacità, avremmo altri problemi, come quello di riconoscerci come individui. E qui il condizionale calza a pennello.

Se poi riuscissimo a intervenire sulla natura, come stiamo cercando di fare, il risultato non sarebbe prevedibile, come in effetti, ci sta dimostrando l’Universo.

Se piove, non c’è il sole. Se parlo, non ascolto. Se rido, non piango.

Direi che è chiaro e scontato.

Se divento ricco, farò del bene. Se qualcuno mi amerà, inizierò ad amare anch’io.

Se la vita mi sorriderà, allora farò lo stesso.

Questi sono i se che limitano le nostre azioni. Decidere di diventare quello che desideriamo solo nel momento in cui dall’esterno qualcosa accade.

Lasciare che l’esterno influisca sulla nostra felicità interiore.

Nulla possiamo controllare. Solo sulla nostra mente è possibile fare un lavoro di controllo, dopo aver deciso di conoscerci onestamente e senza giudizio.

Scegliere chi vogliamo essere senza condizioni. Gestire le emozioni dando a loro la possibilità di vivere. Trasformare quel che non ci piace in qualcosa di utile.

Logico che per qualunque obiettivo prefissato non abbiamo certezze. Possiamo solo metterci impegno, agire e aspettare il risultato.

Si parla di successo, pensando all’eccezione positiva e quindi un risultato vincente. In verità la parola stessa indica la capacità di far accadere cose, creare movimento nella nostra vita, permettere che tutto avvenga naturalmente senza pretese.

Il primo passo per eliminare il se è quello di agire.

A prescindere da quale potrà essere il risultato.

Mettere amore in quello che si fa e iniziare ad agire.

Se ci si aspetta un risultato e non si accetta una variante, è come sperare di vincere alla lotteria.

Non ci riesco se non sono come penso di essere, è la prima condizione per non agire.

Provare e riprovare, questo è il segreto.

Per aiutare la mente a vincere sul se proviamo ad allenarci con qualcosa che non ci piace ma che ci permette di superare i nostri limiti.

Un esercizio utile è decidere di alzarsi la mattina e dedicare trenta minuti a camminare. Pioggia, vento, neve o sole. Non importa.

Trenta minuti dovranno essere.

Nel caso in cui camminare o correre ci costerà fatica, possiamo stare fermi. La cosa fondamentale sarà stare tutto il tempo fuori di casa.

Quando capiremo che volendo stare all’aperto, tanto vale rendere utile la nostra azione. Questo sarà un se condizionale che ci permetterà di agire per il nostro bene e magari in quei minuti troveremo la forza per intervenire anche sul resto. Perché come dice il detto chi fa per sé fa per tre, in questo caso l’accento fa la differenza.