Pietro Calandra, il suo secondo romanzo a base di atomi e molecole

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Discutere di scienza in modo leggero e ironico si può. E sebbene spesso davanti a parole come chimica e fisica sia facile storcere il naso celando malamente un pizzico di noia e di discreta confusione, Pietro Calandra ci fa cambiare idea. Siciliano, ricercatore del CNR e divulgatore scientifico, indossa per una seconda volta i panni dello scrittore e dopo il suo primo romanzo “La mela di Newton – disquisizioni scientifiche da salotto tra il semiserio e il filosofico” torna con “Elio era nel pallone. Racconti atomici”, edito da Aras Edizioni. Il libro uscirà nella collana di narrativa Stile Rana-sezione Oversize e arriverà in libreria il 30 gennaio.

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Pietro Calandra dà vita a dei racconti brevi dove i protagonisti sono gli elementi della tavola periodica, dallo sfortunato Rame, sempre rubato dai cavi della rete ferroviaria, al Calcio, lo sportivo ça va sans dire. Passando per i trans-uranici Nettunio e Plutonio, le curiose diatribe tra Fosforo e Zolfo e il caratteraccio di due brutti ceffi come Bario e Stronzio. I protagonisti vivono delle storie a metà tra il reale e il paradosso, la bravura dell’autore è quella di descrivere, seppur in modo giocoso, le peculiarità squisitamente chimiche di ciascuno di loro. La prefazione porta la firma di Giorgio Franceschelli, le note di chiusura sono invece curate dallo stesso Calandra. Si tratta di un piccolo vademecum utile a identificare i riferimenti ‘tecnici’ all’interno di ogni capitolo, un modo insomma di accompagnare i lettori – di tutte le età – in questo fantastico viaggio all’interno di un mondo fatto di atomi e molecole. E alla domanda Progetti per il futuro?, risponde: “Magari scriverò le storie degli elementi meno noti, non trattati in questa raccolta. A meno che l’amore per le scienze sperimentali – conclude – non mi farà cambiare i programmi per cimentarmi con qualche altro genere letterario. Chissà”.

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