ALEX NOCERA – Ha prodotto i migliori, fatto dischi da applausi, suonato ovunque e lavorato per i grandi network.

 

 

 

 


Ci sono colleghi, ci sono Amici e poi ci sono i Fratelli.
Il protagonista di questa mia ultima intervista, è il mix di tutte queste cose messe insieme.
Alex è la persona con cui sono ripartito in radio 9 anni fa, l’amico che c’è stato nel momento del bisogno, oltre che il vero professionista che dovrebbe sempre esserci dietro una consolle, ma soprattutto dentro uno Studio di produzione.
Ha prodotto i migliori, fatto dischi da applausi, suonato ovunque e lavorato per i grandi network.
L’unico difetto che trovo in Alex Nocera, è quello d’essere uno degli ultimi signori, in un mondo di merda che ne meriterebbe molti di più, ossia quello del Clubbing.
Alex è una persona molto disponibile, che non fa distinzione tra il Top Dj e il giovane aspirante: lui risponde sempre a tutti ed è per questo, che godrà sempre della mia stima e della mia amicizia.

Intervistiamolo…

Partiamo parlando della tua carriera incredibile come Producer. Ci sono mai state collaborazioni che avresti evitato come la peste?
Mah in realtà no, ho sempre scelto con cura le mie collaborazioni mai dettate dal nome o la popolarità del personaggio con cui le ho fatte, ma solo dall’idea musicale che mi veniva proposta. Faccio questo mestiere innanzitutto per l’amore e la passione per la musica, quindi questa è la prima cosa che valuto.

Hai una tua agenzia di management. Oggi ha ancora senso sotto un punto di vista imprenditoriale o lo fai perché Ami questo lavoro?
Dal punto di vista imprenditoriale, forse oggi non ha senso fare nulla nel settore musicale!! Ahahahaha! Scherzi a parte, l’esigenza di creare un mio management è nata dalla voglia di costruire uno staff, un gruppo di lavoro costituito soprattutto da giovani talenti che avessero la voglia e la passione di remare nella mia stessa direzione. Sono sempre stato un gran sostenitore del lavoro di squadra e resto convito che l’unione fa tanta forza! Negli ultimi anni ricevevo tra le tante demo, idee di giovanissimi produttori che, a mio parere, avevano tanto da dire, ma magari non i mezzi e le forze per arrivare. Quindi, circa 3 anni fa, abbiamo costituito un nostro staff che lavorasse nell’ambiente come una grande famiglia, con lo stesso obbiettivo in comune…cosi è nata la Black Hand!

Quanto hai approfittato in passato del tuo ruolo di Dj per portarti a letto le clienti o le cubiste?
In realtà non ne ho mai approfittato, almeno che io abbia memoria. Nella vita personale sono un uomo un po’ all’antica, mi piace conquistare una donna corteggiandola. Voglio ottenere il risultato per meriti e soprattutto per quello che sono come persona e non per quello che posso rappresentare in un locale…mi da più soddisfazione!

La tua esperienza in fatto di club più bella e quella più disastrosa in assoluto?
Mah, la più bella è stata sicuramente la prima volta che ho lavorato all’Altromondo Studios, ma non tanto per la serata in se, che ovviamente è stata superlativa, ma perché da quel giorno ho conosciuto e sono entrato a far parte di uno staff con cui ancora oggi condivido lavoro e vita personale, ho trovato una seconda famiglia insomma.

La più disastrosa è capitata proprio qualche mese fa, in un locale al sud (di cui non faccio il nome), dove mi avevano paventato una super seratona, praticamente tutto sold-out e invece mi sono trovato davanti a 15 persone di numero!!! Non mi sono divertito tanto direi…..ahahahaha!

Perché ci sono tutti questi ragazzini che credono di saperne più di gente come te che c’ha 25 anni di carriera alle spalle?
Personalmente credo che il problema dei ragazzini arroganti non sia legato solo alla scena musicale, ma ad una questione proprio generazionale. I giovani di oggi sono stati troppo abituati ad avere tutto e subito, a vedere altri ragazzi della loro età che conquistano le vette delle classifiche, pur non sapendo che dietro c’è stato un enorme lavoro di gente competente ed esperta, ma soprattutto a vivere la vita come se fosse tutto un social, dove la popolarità di un personaggio e legata ad un video o una foto. Sicuramente questa distorsione della realtà unita ad un educazione sempre più permissiva della famiglia, porta il ragazzino di oggi a diventare saccente e quindi arrogante, ma in ogni settore del lavoro.

 

C’è qualche grosso rimpianto nella tua carriera?
No, direi nessun rimpianto…piuttosto obbiettivi ancora da concretizzare. Tutto quello che ad oggi non sono ancora riuscito a fare non li vedo come rimpianti, ma come mete ancora in work in progress. Un mio sogno è stato e sarebbe sempre quello di fare una collaborazione con Axwell (mio artista preferito), ad oggi questo ancora non è accaduto, ma non perdo mai le speranze e lavoro sodo per arrivare anche a questo traguardo!

Pochi sanno che hai una voce pazzesca e sai condurre in radio… ma perché non ti rimetti a farlo?
Ahahhaha! Grazie intanto per il bel complimento. Mi è sempre piaciuta la radio in tutte le sue forme, sia dal punto di vista dello speakeraggio che quella tecnica. Ho fatto un corso molti anni fa da speaker, ma non tanto per fare il conduttore, ma perché c’è stato un momento (molto breve) della mia vita che mi sarebbe piaciuto fare il doppiatore. Purtroppo ho capito molto presto che è un settore molto chiuso ai soliti nomi noti e ai parenti di questi nomi, quindi da li ho deciso di dedicarmi a pieno del lato tecnico, dj, regista.

Ci sono speaker “cani” nelle radio italiane?
Eh bella domanda!! Ovviamente si! Ascolto la radio sempre e costantemente, quindi mi capita spesso di incappare in speaker che, a mio avviso, dovrebbero fare un altro mestiere. Se mi chiedi di farti dei nomi, ti rispondo che non è nel mio stile. Rispetto il lavoro di tutti, anche se “non meritato”, resta comunque lavoro.

In passato hai ricoperto più volte il ruolo di programmatore radio. Ti piacerebbe rifarlo?
Si, in effetti nelle mansioni all’interno della radio, il programmatore è la mia preferita. Ho iniziato davvero molto presto a farlo, ho studiato, per mio diletto, un po’ tutti i software presenti sul mercato che si occupano di programmazione radiofonica, proprio perché mi piace molto. Mi piacerebbe molto rifarlo e se trovassi una radio disposta a darmi questa mansione, accetterei subito!

Sei allergico all’alcool… ma dicci, in un mondo spesso accusato d’essere pieno di vizi, come ci vive un astemio obbligato?
Si sono astemio dalla nascita, soffro di una particolare allergia agli zuccheri fermentati da cui si ricava l’alcool. Io la vivo con molta tranquillità, penso sia la stessa cosa che chiedere a un non fumatore, se sente l’esigenza di una sigaretta….non avendola mai provata, nemmeno ne sente la voglia, no?
Inoltre, e questo lo dico a tutti i dj che sono convinti che per fare meglio il loro set nel locale devono essere un po’ “brilli”, vi assicuro che suonare da lucidi ed essere in completa armonia con la musica è una bellissima sensazione!

Ultima domanda: cosa pensavi quando la gente alla tua frase “faccio il Dj”, ti rispondeva, “E poi cosa fai“?
Ahahahah! Si mi è capitato spessissimo!!! Ho sempre risposto che oltre il dj metto i dischi per far ballare la gente….magari spiegato in italiano era più facile da capire!!!!!

Grazie! Salutaci con uno sfogo che fino ad oggi hai sempre tenuto dentro.
VIVAAAAAA LA F…………….AAAAAAA!!!!! Sempre sia lodata!!

 

 

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Fabio De Vivo

Nato a Napoli il 22 maggio 1982. Dj, speaker radiofonico, conduttore televisivo, autore, web content writer ora anche nella famiglia di M SOCIAL MAGAZINE con la rubrica “E POI COSA FAI?”