Dal web alle librerie, passando per la tv: vuoto social, selfie e markette uniche ragioni di vita per un influencer

Alcune settimane fa, mentre io e il maestro Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, Pippo Baudo per non fraintendercidisquisivamo sul qualunquismo e l’opportunismo imperanti nella televisione odierna, egli mi rammentò come il piccolo schermo si possa facilmente paragonare ad una spugna che assorbe e restituisce il succo della nostra società. Oggi più di ieri, ahimè, ahinoi, ahitutti, tra chi si improvvisa mental coach del malessere, Alberico Lemme docet, e chi si riscopre un’attempata Marilyn Monroe per caso, Gemma Galgani insegna, c’è quell’infinità di influencer convinti di poter vivere di vuoto social, selfiemarkette che, dopo aver intasato inutilmente il web, sono arrivati a rivestire inspiegabilmente un ruolo sui più autorevoli palcoscenici televisivi nostrani per finire poi indegnamente addirittura sugli scaffali delle librerie! Non starò qui a citarli, farei loro della pubblicità gratuita e immeritata!

Esperti di tendenze, chef mai stati provetti, opinionisti inqualificabili, make-up disasters, casalingue disperate, servi dell’apparire, attori inscritturabili, urlatrici circensi e scrittori illetterati che non riescono nemmeno a mettere due parole in fila. Il loro unico pregio? Essere riusciti a far credere al prossimo di poter risultare utili a qualcosa! E pensare che E-Campus ha avuto la brillante idea di istituirne un corso di laurea.  Altro che le honoris causa, qui di meritevole vi è giusto il coraggio, lo stesso di chi, contro ogni ragione, li piazza dappertutto. Tra non molto li ritroveremo persino sul calendario di Frate Indovino, non resta più niente, nemmeno il prestigioso palco dell’Ariston! Amadeus ci aveva promesso un’edizione memorabile del Festival della Canzone Italiana e in occasione del settantesimo anniversarioavrebbe ben pensato di includere tra gli ospiti Giulia De Lellis, la Jane Austen del nuovo millennio, autrice di un libro che non ha scritto e probabilmente neanche letto. Volevo solamente far notare che le corna staranno indubbiamente bene su tutto, ma il suo nome sicuramente non starà mai bene da nessuna parte!!!

I tempi cambiano e la tv peggiora, diventando sempre più patinata e meno vicina alla realtà. Ormai basta poco per entrarvi, è sufficiente parlare tantissimo, purché non si abbia nulla da dire, oppure affidarsi ad agenti poco raccomandabili che, dietro lauto compenso, ti catapultano nei programmi più seguiti, ma di questo al momento non posso parlarvene, se ne sta occupando già la magistratura. False utopie, grandi illusioni, inevitabili deviazioni, così le social-star amano nutrire i Millenials, peccato solo che il tocco d’oro dei Re Mida della contemporaneità non abbia alcun effetto miracoloso, ma diuretico!!! Invece di lasciarli liberi di girare indisturbati, si farebbe prima e meglio a rispedirli a scuola.

A tal proposito, fortunatamente Simona Ventura sta per prendere il posto di Giancarlo Magalli dando il via alla quarta edizione de Il Collegio. Sarebbero perfetti nel cast, ne hanno veramente bisogno. Quale modo migliore per impartire ai giovanissimi (e non) quella buona dose di cultura che non guasta mai?! Super Simo pensaci tu!!!

Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo. Web: www.simonedimatteo.com

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