“Il merletto” di Valter Garatti | RECENSIONE

La malasorte, in certi casi, si insinua già nel seme dell’esistenza. Nasci, così, sventurato. La sfortuna quando si accanisce senza riguardo alcuno non ha limiti e non fa distinzione, eppure non è detta l’ultima parola. Le cose possono cambiare evitando, in questo modo, la marchiatura a fuoco. Se il punto di partenza è fiaccopuoi sempre recuperare. Certo, devi avere slancio e determinazione per cambiare il passo. Se la vita ti mortifica spetta a te trasformarne il corso aiutandoti con il carattere, se hai la volontà di lasciarti alle spalle la disgrazia. Insomma, resisti e reagisci. Cerchi una via d’uscita, una soluzione che possa darti respiro. Cerchi anche di mantenere salda la moralità che è il lasciapassare più prezioso, la tua incolumità verso disgrazie maggiori. Non sarai affrancato, però, dai disonesti che ti metteranno il bastone tra le ruote perché le persone integre sono un bersaglio facile per chi tenta di prevaricare con l’astuzia ed il raggiro. Anche se nessuno è senza colpa, sai che è meglio stare attenti. La distrazione e la superficialità ingannano facilmente e non ci sono riserve per chi si mostra ingenuo.

Nel libro Il merletto di Valter Garatti avverti la forza d’animo di una giovane donna, Ann, che ha conosciuto la sventura sin dalla nascita, ma ha avuto, dalla sua,l’amore di persone che l’hanno aiutata. Lei non si è mai persa d’animo anche quando ha perso tutto, finanche la libertà. Ingabbiata dal suo stesso istinto si è riscatta grazie ad esso che l’ha portata lontano, ad una vita più che soddisfacente. Ann presta servizio come domestica presso una ricca ed importante famiglia londinese. È una ragazza rispettosa e diffidente. Ha anche un talento, conosce l’arte nel fare il merletto e sa vedere quello che gli altri ignorano e che hanno voluto nascondere. Eppure, il raggio della svolta gli appare luminoso e chiaro. Mette in pericolo se stessa, ma il valore e la bellezza della ballata dei merletti hanno un significato. Lei sa.

Bellissima la storia. La prosa è quasi poetica, intensa, vera. Pulito lo stile. Il lettore si immedesima in ogni personaggio, si fa respiro e silenzi, notte e luna, rabbia e consolazione. La narrazione conquista.  

Lucia Accoto

Giornalista pubblicista, autrice e conduttrice di programmi TV. Ho la passione per la cronaca nera, per i libri e la moda, senza trascurare lo stile nelle sue sfaccettature. I libri mi accolgono sempre come una signora, posandomi sulle spalle uno scialle di titoli ed emozioni.

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