Dal Grande Bordello Vip al Festival Della Can(na)zone Italiana: non fiori, ma opere di bene!

È una malattia. La gente ha smesso di pensare, di provare emozioni, di interessarsi alle cose; nessuno che si appassioni o creda in qualcosa che non sia la sua piccola, dannata, comoda mediocrità” disse una volta lo scrittore, giornalista e sceneggiatore statunitense Richard Yates e, sebbene sia vissuto quasi un secolo fa, da allora le cose non sono affatto cambiate. Purtroppo, la rapida innovatività della modernità ha portato con sé pure la facilità, un’immediatezza che si riscontra persino nelle relazioni interpersonali, siano esse sentimentali o lavorative, il che di fatto le priva di qualunque sostanza, lasciando nient’altro che la forma.

Nelle ultime settimane il Grande Fratello Vip 6, ad esempio, ci ha dato una perfetta dimostrazione di quanto sia più semplice scegliere la banalità piuttosto che impegnarsi in qualcosa di veramente sensato. Difatti, tra tutti i due di picche collezionati da Gianmaria Antinolfi, nemmeno si fosse reincarnato nel personaggio live-action del Re Leone Pumba il facocero, e le “sole” rifilate dagli uomini della casa più spiata d’Italia a Jessica Hailé Selassié, le frivole novelle amorose sono state le protagoniste indiscusse del reality. Per non parlare dell’Immacolata Miriana Trevisan, nonostante non abbia ancora capito sotto quale punto di vista, e della sua storia con Biagio D’Anelli. E che dire invece di Alex Belli? La sua finta uscita di scena con una presunta fuga in Egitto (roba che “Anna Oxa lascia il Paese per motivi di sicurezza” è oro in confronto) non è servita un granché, dal momento che non riusciamo ancora a levarcelo di torno. Non so cosa ne pensiate voi, ma io di quel suo triangolo con Soleil Sorge e Delia Duran ne avrei fin sopra i capelli se me ne fosse rimasto almeno uno. È vero, ci sono tanti modi di amare e non è sempre facile riconoscere l’amore, ma per comprendere quello che con l’amore non c’entra un fico secco per me basta poco, è sufficiente osservarlo. I sentimenti, quelli autentici, non andrebbero mai strumentalizzati, peggio ancora spacciati per ciò che non sono. Il bello, però, è che molte persone ne parlano come se ne capissero realmente qualcosa. In molti non riescono a trovare il segno dello scotch, figuriamoci l’amore della propria vita. Perciò, quando tornerà di moda la vergogna, fate loro un fischio, chissà, magari si rimettono in fila!

E così, nell’attesa che avvenga il beato miracolo, ossia che giunga al termina questa sesta edizione di quello che farebbe prima e meglio a chiamarsi Grande Bordello Vip, mi sembra doveroso spendere due parole sull’appena cominciata 72esima edizione del Festival della Canzone Italiana. Querelle a parte, l’ultima delle quali ha investito in pieno la co-conduttrice della serata d’apertura Ornella Muti per il suo sostegno alla legalizzazione della cannabis (neanche se l’avessero criticata per quell’indecente corrente artistica che tanto promuove insieme alla figlia Naike Rivelli), mi preme sottolineare che Amadeus ha confezionato uno show oltre le aspettative, con un cast davvero sorprendente, ad eccezione di Achille Lauro, la cui partecipazione oramai è definitivamente scontata. Per carità, alcuni dei big in gara assomigliavano più oche starnazzanti che a dei veri e propri artisti. Ma in fondo, si sa, Sanremo non è Sanremo senza la sua buona dose di inutili critiche e sterili polemiche!!!

Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo. Web: www.simonedimatteo.com