Le canne sull’Isola e la banalità dei luoghi comuni

L’essere umano è meraviglioso, perché è tanto strano quanto banale. E direi che in questa edizione dell’Isola dei famosi possiamo tutti renderci conto della verità che abita in questa affermazione.

Dal mio punto di vista, è già un “regalo” agli ospiti definirli famosi. In alcuni casi, per esempio, sarebbe preferibile non conoscere minimamente la parte più intima delle persone, così da poter immaginare una certa coerenza fra il personaggio e la propria interiorità. Voglio dire che, a meno che non si tratti di cronaca nera, ogni personaggio pubblico dovrebbe stimolare nelle persone lo sviluppo di atteggiamenti solidali e positivi. Bene, mi sembra che in questo nostro caso non sia affatto così, perché si assiste ad una situazione utile alla produzione all’interno della quale vi sono aggressività, invidie, e differenziazioni fra disperati.

Tutto questo emerge chiaramente per quanto riguarda la questione delle canne. Senza contare che il THC, tetraidrocannabinolo, uno dei maggiori principi della cannabis, è spesso utilizzato, in altre nazioni, nelle terapie antalgiche. Nella nostra nazione, per esempio, viene coltivato dall’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze, per essere controllato e distribuito in un secondo momento alle diverse case farmaceutiche. Certo, utilizzato smodatamente e per altre ragioni, gli effetti sul cervello delle persone sono diversi. Ma non è questo il problema.

La questione è che nel nostro Paese vi sono molte persone che fanno uso di questa sostanza, anche fra gli adulti. E mi sembra qualcosa di profondamente ipocrita far finta che questo non accada anche nel mondo dello spettacolo. Quindi, scandalizzarsi in questo modo facendo finta di essere di fronte ad una situazione sorprendente ed inaspettata, lo trovo semplicemente funzionale alla propria banalità. D’altra parte, quando si tratta di televisione è difficile non parlare di luoghi comuni e di elettroencefalogramma piatto dal punto di vista cognitivo.


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Alessandro Bertirotti

Docente universitario e Visiting Professor di Anthropology of Mind presso la Universidad Externado de Bogotà, Colombia