I PRANZI DI FAMIGLIA

Pensando a questo articolo, la prima associazione di idee che mi balza in testa è la canzone degli Zero Assoluto “Per dimenticare” le cui parole riflettono con maestria alcuni aspetti della vita a due.

“Sei pronta a cambiare vita. A cambiare casa. A fare la spesa. A fare i conti a fine mese, a la casa al mare, ad avere un figlio, un cane. Ad affrontare suocera, cognato, nipoti, parenti, tombola a Natale, mal di testa ricorrenti e tutto questo per amore….”

Effettivamente ogni nostra scelta, anche se fatta con consapevolezza e volontà, porta con sé compiti dai quali non possiamo sfuggire.

Non possiamo scappare dai pranzi di famiglia, anche se sappiamo bene che la cosa più gradevole, se ci va bene, sarà il cibo nel piatto. Non certo le parole della zia o le grida dei nipoti e bambini allieteranno il nostro pranzo. Non saranno le conversazioni noiose con parenti del consorte che vediamo nelle rare occasioni dei pranzi di famiglia, o lo sguardo indagatore della madre di lui o lei , chiamata comunemente suocera, a rallegrare la nostra giornata. Eppure anche questi pranzi e queste cene che possono scatenare discussioni con il partner, un potenziale mal di testa e il desiderio di essere in altro luogo, hanno il potere di legare e tenere unite più generazioni, nello stesso tempo e nello stesso luogo. Fungono da collante e permettono alle persone di sentirsi “parte di”, di appartenere ad un microcosmo sociale chiamato famiglia.

Quante volte abbiamo ricevuto un invito, a cui non avremmo voluto partecipare; un matrimonio del cugino a cui rinunceremmo volentieri; una grigliata con cognati e amici dei parenti a cui faremmo volentieri a meno…..Con cautela e con tutta la grazia che sappiamo di possedere lo comunichiamo al nostro compagno nella speranza che la sua risposta non sia troppo severa oppure che con magnanimità dia il suo consenso senza discutere. Ma a volte, ciò non accade ed è allora che iniziano interminabili discussioni e reminiscenze sulla parentela. Ci sentiamo dire: “Sempre la stessa solfa!”, “Visto e rivisto! Dobbiamo proprio rivederlo ancora!?”

Certo, noi sappiamo che queste esclamazioni contengono un fondo di verità, anche noi la pensiamo allo stesso modo, ma spesso stiamo sulla difensiva, e allora cominciano gli screzi, le discussioni; magari ci si rinfaccia scelte passate. Da qui al litigio, il passo è breve!

Per cui, carissimi, quando state per intavolare un’accesa discussione con il partner a seguito di un invito a cena da parte della famiglia allargata, fermate il vostro pensiero e la vostra parola e riflettete sull’aspetto positivo di essere parte di una famiglia. Pensate anche che nulla è gratis, nella vita. Tutto ha un prezzo. Forse il sentirsi accettati e considerati appartenenti ad una famiglia, anche se ingombrante, anche se chiassosa in certi momenti, anche se noiosa e talvolta ripetitiva, val pure un mal di testa!

La canzone termina con: “Io sarei pronto a cambiare vita…..ad affrontare suoceri, nipoti, mal di testa ricorrenti….tutto questo per amore!”

E voi?


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Ernestina Rossotto

Psicologa, psicoterapeuta. Ha fondato la filosofia dello "psico-design". www.psico-design.com