La Marchesa d’Aragona è un marchio e non un titolo. Il caso è chiuso e l’ho risolto io!

Mi ero ripromesso di essere buono, gentile, quasi adorabile, e così è stato, forse. In fondo mancano solo 70 giorni al prossimo Natale, 76 giorni alla vigilia del nuovo anno e 82 all’Epifania ed io sono uno di quelli che ama anticiparsi. Oggi avrei potuto concentrarmi sulla polemica, non ancora sedata (diamine, ci vorranno le armi batteriologiche), nata dalla collaborazione tra l’influenzata Chiara Ferragni e la Evian, finite al centro di una controversia senza precedenti (si è scomodato persino il senatore Giampietro Maffoni presentando un’ interrogazione parlamentare, ai ministri dell’Ambiente e dell’Istruzione, basata sul rapporto dell’ONU circa lo stretto legame tra povertà e risorse idriche) per via della commercializzazione di bottiglie d’acqua da 75 cl ad 8 euro cadauna, avrei potuto, ma non lo farò, non amo nulla di scontato, Ivan Cattaneo a parte.

Lunedì sera, mentre tranquillo mi cullavo sugli allori, è andata in onda la quarta puntata del GFVIP e improvvisamente ho deciso di venir meno alla mia promessa di essere clemente verso il prossimo. La scorsa settimana avevo parlato dello strano caso riguardante Daniela Del Secco, la meglio conosciuta Marchesa d’Aragona, autodefinitasi in svariate occasioni la regina del popolo italiano, e chissà se tra poco non la restaurerà davvero lei una monarchia. I più famosi Sherlock Holmes italiani stanno indagano da settimane circa la veridicità o meno del suo titolo nobiliare, sfortunatamente però, non sono ancora giunti a nessuna conclusione in merito. A me è bastata un’oretta!!!

A tentar di far luce sull’intera vicenda è arrivata la contessa Patrizia De Blanck che già in altre occasioni aveva contestato il titolo della Marchesa, accusandola di essere in realtà una massaggiatrice seriale, e come un uragano si è abbattuta sulla casa più spiata d’Italia. Le due nobildonne, alla stregua di due plebee, sono quasi arrivate alle mani. Un’epopea che nemmeno Gilgameš è riuscito a confezionare, una scena impietosa, quasi vergognosa. Se questa è la nobiltà, lasciatemelo dire, ben vengano la miseria e i miserabili.

Per venirne a capo, giusto i R.I.S., ma avendo sentito nominare più volte la defunta, prima Duchessa e poi Marchesa, Marina Ripa di Meana, ho avviato la mia personale indagine, neanche fossi la signora Fletcher! Marina, scusami se ho disturbato il tuo eterno riposo, ma la verità te la sei portata via con te e qui rischiamo di scatenare una diatriba, non solo mediatica. Così ho scavato tra gli archivi e mi sono imbattuto in una vecchia intervista che la rimpianta Ripa di Meana aveva rilasciato anni fa al settimanale Top in occasione della partecipazione di Daniela Del Secco al programma Pechino Express, in cui ha dichiarato testualmente: Giù le mani dalla Marchesa! Dani è l’esempio di chi, con caparbietà, riesce a inventarsi una vita. La conosco e mi sto divertendo vedendola in tv e mi pare stia movimentando il programma: tanto di cappello per il personaggio che si è inventata! Penso che i nobili che se la prendono con lei siano ridicoli: conosco la sua storia e mi concentro su ciò che è riuscita a fare con le sue forze, non sui suoi nonni e mariti. Bisogna cavalcare le occasioni e mi pare che lei sia a cavallo. Sappiamo tutti che in tv o piaci o non piaci, ma lei almeno ci è arrivata. 

Scoperto questo, d’ora in avanti miei cari, sappiate che Daniela del Secco può, quando lo riterrà opportuno, in ogni sede, dimostrare di essere la Marchesa d’Aragona, perché a suo tempo ha registrato questo nome come “marchio” e pertanto le appartiene di diritto. Piaccia o no, lei è la Marchesa d’Aragona, quello che non potrà mai dimostrare, né per diritto né per dinastia, è di essere di sangue blu.

Cara Daniela, invece di autorizzare tua figlia e i tuoi legali a procedere contro quella che tu definisci essere un’accusa infondata, perché non li autorizzi a dire la verità? La diffamazione a mezzo stampa è un reato, così hai “urlato” durante l’ultima puntata del GFVIP, ma ti ricordo che lo è anche l’usurpazione di titoli o di onori, lo afferma l’Articolo 498 del Codice penale (R.D. 19 ottobre 1930, n.1398).

Per quanto mi riguarda, il caso è chiuso! E l’ho risolto io!!!

Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo. Web: www.simonedimatteo.com

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