FRANCHINO – l’unico personaggio che riesce a mettere insieme Musica e Magia!

 

 

 

 


C’è un unico personaggio che riesce a mettere insieme Musica e Magia e questo nome, è FRANCHINO: vero Alchimista della Techno in Italia (e non solo).

Personaggio quasi surreale, innamorato della musica, delle sue tre figlie, oltre che icona mitologica di almeno tre generazioni, che quando se lo trovano davanti in consolle, gli urlano festanti: “FRANCHINO FACCI SOGNARE”.

Non so quale sia la pozione magica di Francesco, ma è qualcosa di potente, perché da oltre trent’anni riesce a far ballare milioni di persone grazie alle sue inimitabili filastrocche.

Intervistiamolo..

franchinoCiao Franchino o magari Francesco. La prima domanda è molto semplice: ma qual è la pozione magica per essere ancora lì, in prima fila, osannato da folle che vanno dai più grandi, fino ai 2000, che vedono in te una sorta di Dio in terra?
Certamente esiste una pozione magica! E’ la stessa che ha donato ad Obelix, l’amico di Asterix, una forza fisica ineguagliabile, dopo che da piccolo è caduto nel paiolo del druido Panoramix che conteneva la misteriosa pozione dell’invincibilità. A parte gli scherzi, penso che un personaggio riesca ad entrare nel cuore delle persone e a restarci per lungo tempo, in particolare se si stratta di giovani, solo se è vero, spontaneo e sincero, non costruito a tavolino.

Per la gente sei quasi una creatura mitologica, perché dagli anni ‘70, tu sei ancora lì a riempire i club di Tutta Italia, ma dì la verità: non ti sei mai rotto, non hai mai pensato di appendere cuffie e microfono al chiodo e goderti qualche decennio da Italiano di lusso nel tuo amato Brasile, senza fare niente dalla mattina alla sera?
Certo a volte mi sento un po’ stanco, la voglia di fuggire in Brasile a riposare e a vivere una vita con ritmi più lenti , sole e caldo, a contatto con la natura c’è sempre. Ma poi credo che a non far nulla sentirei molta nostalgia della mia vita qui. Sono sempre l’affetto del pubblico e l’amore per la musica ad essermi di stimolo nei momenti di stanchezza di stimolo, per continuare sempre. Ma in futuro chissà, forse un giorno mi ritirerò nel mio Brasile.

Hai bazzicato nella moda, hai fatto il parrucchiere e poi hai cominciato a lavorare nel mondo della notte. Com’è che da quei lavori cosiddetti convenzionali, hai deciso di diventare “Franchino”?
Agli inizi della mia carriera ho lavorato molto nella moda ed in quello dello spettacolo come parrucchiere. Poi 1971 ho iniziato a mettere i dischi in un locale di Montelupo Fiorentino, dove vivevo. E da lì ho sempre continuato in quella direzione, fino a quando negli anni Novanta mi sono calato nelle vesti di Franchino. La genesi del personaggio è stata lunga, in 25- 27 anni  di carriera la figura di Franchino è cambiata, maturata, al passo con me. Io non sono diventato Franchino, Franchino è il mio personaggio, ma sono proprio io.

Quando vedi tutti questi Dj stranieri pieni di followers, luci, effetti speciali e mani al cielo, quasi incuranti della consolle, non ti verrebbe voglia di “mandarli a scuola” ad imparare il mestiere del vero Dj?
I dj stranieri pieni di followers sono sicuramente artisti che hanno prodotto e contribuito a creare il movimento, a volte il percorso non si conosce e lo sforzo non si vede, ma sono sicuro che nessuno si improvvisi artista a certi livelli.  Sicuramente alcuni dj sono oggi sopravvalutati e dall’essere amati a diventare figure fondamentali, c’è differenza e raggiungere fama duratura richiede molta strada e prevede molti traguardi da raggiungere. Io credo che artisti in genere si nasca, soprattutto se parliamo di dj o cantanti. Non penso che sia sufficiente frequentare scuole o corsi, devi avere qualcosa dentro. A scuola a studiare però ne manderei tantissimi, ma oggi in moltissimi ambiti non si vince solo con la preparazione, quanto piuttosto da un mix tra questa e personalità, capacità di promuovere la propria immagine, mettere in luce il proprio potenziale e le proprie caratteristiche peculiari con manager, case discografiche, club etc…

Sei in pista da 40 anni, hai attraversato 1000 generi e tutte quelle volte in cui ci siamo sentiti dire che la discoteca fosse morta. Tu quanti anni ancora credi che possa durare davvero?
Le discoteche e prima di esse i dancing esistono da ben prima che io nascessi. La discoteca come la conosciamo ora è nata negli anni Settanta. Non credo che finiranno mai le discoteche, sicuramente cambieranno i luoghi e magari anche la tipologia di locale dove la gente si riunisce per ascoltare la musica.

Quali sono le frasi più ricorrenti che ti dicono gli adolescenti quando vengono a salutarti in consolle?
Gli adolescenti mi urlano ‘ Franchino, vogliamo la magia’. Sono sempre carichi e mi trasmettono moltissima energia. La magia e le favole trasmettono messaggi a qualunque età ed a qualunque generazione.

 

La Trance (quantomeno in Italia) sembra essere quasi diventata una nicchia, ma in realtà riempie club e palazzetti ad ogni evento. secondo te perché non è spinta quanto l’EDM, la Future House o la nuova Tech House?
La trance è sempre stata di nicchia in Italia. La trance che conosco io direttamente era la techno-trance che suonavamo fine anni Novanta – inizio Duemila. La l’EDM di oggi non la paragonerei alla trance, non mi pare che abbia niente a che fare. Però se io penso alla vera trance, penso alla Goa Trance. Noi Metempsicosi abbiamo il nostro sound, sempre riconoscibile, con sonorità a cavallo tra techno, tech house ed elettronica. Oggi sono i suoni veri e propri ad essere molto cambiati.

Dietro a questo personaggio, si cela, ma neanche troppo un padre innamorato delle sue figlie, ma se una di loro ti avesse portato e ti porterebbe a casa un Franchino della situazione, tu come la prenderesti?
Io sono davvero un padre innamorato delle sue tre figlie. Chissà se una di loro sarà un Franchino della situazione. Sicuramente una vena artistica riesco a scorgerla in loro, diversa in ognuna di loro. Se si fidanzassero con un ’Franchino’ non saprei. 

Hai dichiarato spesso di non esserti gestito al meglio e qualora invece l’avessi fatto, ora saresti ai livelli di Carl Cox se non di più. Cosa intendi con questo?
A posteriori posso dire con certezza che sotto alcuni aspetti avrei potuto gestire meglio la mia carriera nel corso degli anni.  Quando è esploso il personaggio Franchino, le entrate economiche ci sono state, ma non ero preparato, ero appena tornato dal Brasile e vivevo ancora in un mondo di fantasia. E’ successo tutto all’improvviso ed è stata una cosa nuova, non c’era nessun personaggio come il mio. Forse se avessi cercato di seguire tutti gli aspetti legati al personaggio, oggi sarei ancora più in alto. Non ho rimpianti, ma bisognerebbe davvero nascere due volte, non per cambiare ciò che si è fatto, ma per poter correggere gli errori commessi durante il percorso.

Intorno al 2000 ti sei ammalato e ho letto in giro, che ancora oggi porti addosso i segni di ciò che hai passato. Credi che tutto questo ti abbia cambiato psicologicamente nel profondo?
Nel 2000 sono stato colpito da una brutta malattia, un carcinoma, che mi ha fatto capire che la vita è veramente appesa ad un filo. Psicologicamente questo evento mi ha cambiato molto, mi ha costretto a tornare con i piedi per terra. E’ stato un brutto colpo, ho dovuto lavorare molto su me stesso oltre che sul mio personaggio. Ma come si dice sempre, non tutto il male viene per nuocere e così in parte è stato, il male mi ha dato nuova forza per continuare ad essere Franchino.

Guardiamo al futuro: cosa dobbiamo ancora aspettarci dal cantastorie più famoso d’Italia?
Cosa vi potete aspettare per il futuro? Eh eh, il futuro è sempre una domanda! Chiaramente ho in mente nuovi progetti e collaborazioni che mi daranno nuove energie ed entusiasmo, per continuare a dare il mio contributo al mondo della musica.

Ultima domanda: quando da giovane dicevi alla gente di fare il dj e loro ti rispondevano “ok, e poi cosa fai”, tu come la prendevi?
La prima a credere in me, quando da giovane dicevo di voler fare il dj o il cantante, è stata mia madre, proprio quando tutti, negli anni Settanta, mi dicevano di andare a lavorare che quello non era un lavoro. Ma si sa, chi la dura la vince e il tempo ci ha dato ragione. Alla fine abbiamo dimostrato che fare il dj è un bel mestiere e può anche essere redditizio.

Salutaci con uno sfogo alla Franchino e GRAZIE:
Non dimenticate mai che la magia della musica ci può aiutare a viaggiare e a sognare.  Ci vediamo alla prossima serata!

 


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Fabio De Vivo

Nato a Napoli il 22 maggio 1982. Dj, speaker radiofonico, conduttore televisivo, autore, web content writer ora anche nella famiglia di M SOCIAL MAGAZINE con la rubrica “E POI COSA FAI?”