Le storie di Valeria e Patrizia stasera ad AMORE CRIMINALE con Veronica Pivetti

La violenza psicologica e la dipendenza affettiva saranno i temi trattati nell’anteprima di “Amore Criminale” di stasera domenica 21 gennaio, alle 21.30, su Rai3.

L’anteprima

Matilde D’Errico intervisterà in studio Valeria, una donna milanese che lavora come speaker radiofonica e scrittrice. Racconterà la sua storia di violenza e abusi psicologici subiti durante una relazione durata sette anni. Dopo molti tentativi di affrancarsi dalle manipolazioni psicologiche del proprio compagno, Valeria decide di ricorrere all’aiuto di un centro antiviolenza, comprendendo che ogni donna vittima di abusi – anche se non subisce violenze fisiche – può e deve rivolgersi a queste strutture per ricevere un supporto adeguato per riconquistare la propria libertà. La storia di Valeria, donna colta e autonoma, è emblematica perché dimostra, ancora una volta, che la violenza di genere è trasversale e non legata all’appartenenza a determinate categorie sociali o economiche.

La seconda storia…

Subito dopo l’anteprima, Veronica Pivetti racconterà la seconda storia della trasmissione, un caso di tentato omicidio ricostruito con la docufiction. Si parla della vicenda di Patrizia sopravvissuta a un tentativo di omicidio da parte dell’uomo di cui si era innamorata. Anche questa è una storia di violenza psicologica e dipendenza affettiva. Infatti la donna è vissuta 10 anni credendo alle promesse del suo compagno, mai avverate. A poco più di 30 anni Patrizia, appena uscita da un matrimonio naufragato e con un figlio piccolo da allevare,  tenta di rimettere assieme i pezzi della propria vita e ricominciare. Dopo molti anni vissuti in una città del nord, decide di tornare in Puglia, sua terra d’origine, dove può appoggiarsi alla famiglia in attesa di rendersi indipendente economicamente. È in questa fase della sua vita che incontra il suo compagno, uomo già sposato e con tre figli, molto affascinante, che si dice innamorato di lei e pronto a lasciare la moglie.

Dopo un inizio idilliaco e molte promesse, tutte disattese, l’uomo mostra a Patrizia la sua vera personalità: quella di un uomo superficiale e violento, incline all’edonismo e interessato solo a se stesso. Quando finalmente decide di allontanarsi da lui, l’uomo reagisce perseguitando Patrizia con appostamenti, telefonate e minacce, e un giorno arriva a investirla con la propria auto.  Patrizia, trascinata sull’asfalto per molti metri, riesce miracolosamente a salvarsi e dopo alcuni mesi passati tra ospedali e percorsi di riabilitazione, si è rimessa in piedi.

L’uomo  è stato condannato in primo grado a 14 anni di carcere, pena ridotta in appello a 8 anni.


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Redazione

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