Rocco Schiavone, la solitudine dei numeri “ultimi” | COMMENTO

Quanto è duro il tradimento? Come si sopravvive alla solitudine? In questa terza stagione di “Rocco Schiavone”, abbiamo potuto ottenere risposte al lato più duro della vita, agganciandosi fedelmente alla penna talentuosa di Antonio Manzini, ma soprattutto al cinismo spietato di Marco Giallini. Favorito sempre da quel paesaggio – “romanticamente” parlando – stato d’animo di Aosta, il vice-questore anticonformista di Roma ha rivelato sempre più quell’infelicità e l’oppressione del passato per tutti i 4 episodi, arrivando ad un fatidico finale aperto che preannuncia massicciamente la quarta stagione – già comunque anticipata in conferenza stampa nel 2020.

Nonostante si parli di ascolti puramente in calo di un migliaio rispetto all’exploit delle precedenti, vuoi per il cambio alla regia o per la sceneggiatura leggermente più lenta, i numeri della serie tv coprodotta da Rai, Beta Film e Cross Productions superano sempre i 2 milioni, confermando uno zoccolo duro ormai convinto appieno dai metodi originali e perlopiù emotivi del vice-questore romano. Non mancano risate, certo, grazie agli strampalati colleghi della questura che lo circondano in tutte le sue indagini, ma nessuno riesce a decodificare appieno quel dolore di Schiavone nei confronti della vita, dalla terribile morte della moglie Marina. Proprio lei, interpretata magistralmente dalla flebile Isabella Ragonese, si nasconderà in questa stagione, puntando per la prima volta il dito accusatorio per la vendetta consumata dal marito ai danni del suo assassino Baiocchi. “Alla fine le scelte le decidiamo noi stessi” – rivela in una scena particolarmente struggente dell’ultima puntata di ieri, mercoledì 23 ottobre a Rocco, ormai convinto di essere arrivato al capolinea della sua esperienza poliziesca. Ma, aldilà del dolore insito nella propria natura, Schiavone dispensa consigli e protezione, dal collega Italo Pierron (Ernesto D’Argenio) che ci mostra i confini della ludopatia al giovane vicino di casa Gabriele (Carlo Ponti di Sant’Angelo) che potrà usufruire insieme alla madre della propria abitazione, fino alla giornalista Sandra Bucellato (Valeria Solarino) alla quale rivelerà i dettagli dell’ultimo omicidio ai danni di Alessio Duranti, un uomo che aveva perso tutto a causa della sua ossessione per il gioco.

Insomma “Rocco Schiavone“, in questa terza stagione, ruoterà attorno al male dell’uomo moderno, la solitudine, a pieni poteri, toccando ancor di più il cosiddetto “schifo” che condiziona le vittime per certi versi ultime della scala socio-morale, dal furto delle opere d’arti (“La vita va avanti”) alla guerra fra barboni per dei miseri scarti alimentari (“Accattone”), giungendo alla piaga del gioco d’azzardo . Il voto, perciò, non può che essere positivo, facendoci domandare ancora una volta dove potesse arrivare la serie scritta da Antonio Manzini se fosse stata coraggiosamente inserita nel palinsesto di Rai 1.

Luca Fortunato

Nato con la 'penna' all'ombra del Colosseo, sono giornalista pubblicista nell'OdG del Lazio. Accanto alle cronache del mio Municipio con il magazine La Quarta, alterno le mie passioni per la musica e il calcio, scrivendo per alcune testate online (M Social Magazine e SuperNews), senza dimenticare il mio habitat universitario. Lì ho conseguito una laurea triennale in Comunicazione a La Sapienza e scrivo per il mensile Universitario Roma. Frase preferita? "Scrivere è un ozio affaccendato" (Goethe).