Amici, il prezzo del talento a discapito del sogno | Commento 5° puntata

Stavolta il vicolo è cieco e non c’è via di scampo: Martina, dopo una lunga guerra virale con la maestra Celentano finisce fuori della casetta di Amici, annullando il paradigma dell’impreparazione e l’ondata di sdegno social. Nonostante possa dispiacere per il lato umano e “sognante” della ragazza, che purtroppo si porterà tale etichetta per molte edizioni, la giustizia artistica, di fatto, stringe il cerchio attorno ai potenziali vincitori, rendendo la gara adesso più imprevedibile e affascinante.

Una distanza tecnica molto più evidente, come se fossero stati aggiunti altri mattoncini fra Serena, rimasta fino a ieri alla mercé dei giudici per il lato debole interpretativo ma in grande spolvero, e Martina, che ne ha sùbito i colpi nella seconda manche, quando è rimasta inevitabilmente a rischio per strategia della coppia Celentano-Zerbi. Infatti i due giudici, dopo l’ennesimo endorsement dei giudici di fronte al rifiuto del guanto di sfida da parte della ragazza, hanno saputo depotenziare, stavolta con successo, il talento in casa Cucca-Arisa con la perdita iniziale del taletuoso Tancredi, e poi affossare il colpo quando ormai erano rimasti due icone più forti artisticamente, dallo spumeggiante Alessandro al grintoso Raffaele (perlopiù nel ballottaggio sulle note di Annalisa). In pratica una scelta obbligata che nulla ha potuto quando, dalla sfida finale fra i due giudici e la coppia Pettinelli-Peparini, ne è venuto fuori Deddy, altro volto ormai consolidato nella Scuola che ha saputo ancora una volta dar voce alla sua sensibilità su pezzi difficili, da Modugno a Brunori Sas, fino alla sua comfort zone coi suoi pezzi già divenuti successi su Spotify. E gli altri? Beh, abbiamo vissuto conferme che ci aspettavamo, dall’imprevedibilità storica di Sangiovanni che si è cimentato su Gianni Morandi, Vasco e Bobby Solo (con dediche annesse alla sua Giulia) all’aura pura della stessa ballerina, che ha emozionato assieme alla figlia della maestra Peparini sulle note di “L’anima vola” e facilitato il successo di Samuele, sempre più icona dell’umiltà maschile nei confronti della donna. Un messaggio evidenziato bene da Stefano De Martino, che ne ha notato così una forte rottura dalla danza classica, dove proprio l’uomo compariva più forte rispetto ad essa. Infine breve nota su Aka7even, isolato nella sua unica esibizione, ma sempre troppo appannato dalla sua maestra che sta sortendo un effetto boomerang sui suoi lavori, rendendolo più vulnerabile agli attacchi della giuria e dei professori avversari che, seppur sappiano fare spettacolo (come col teatro dell’assurdo di “Mi vendo”), rivendicano sempre più il ruolo di leader competenti di questa edizione.

Luca Fortunato

Nato con la 'penna' all'ombra del Colosseo, sono giornalista pubblicista nell'OdG del Lazio. Accanto alle cronache del mio Municipio con il magazine La Quarta, alterno le mie passioni per la musica e il calcio, scrivendo per alcune testate online (M Social Magazine e SuperNews), senza dimenticare il mio habitat universitario. Lì ho conseguito una laurea triennale in Comunicazione a La Sapienza e scrivo per il mensile Universitario Roma. Frase preferita? "Scrivere è un ozio affaccendato" (Goethe).