“L’Odissea dei sogni” di Enza Amato | RECENSIONE

Chi desidera qualcosa avvampa la mente e pure il sonno. Non ha pazienza. Si affida al sogno e al pianto. E nei sogni non c’è mistero, non ci sono neanche screpolature, ferite. Esiste la fantasia e pure la bellezza a mezz’aria. I sogni se non li acchiappi restano lì, campati in aria. Sono vento e tempesta, afa e scirocco in bocca. I sogni scombinano la tristezza con la gioia. Ad averceli, ti cambiano le ore, le nottate. Sognare ad occhi aperti, poi, non è cosa. I sogni hanno bisogno di tempo, di attenzione. Occorre avere pensiero per i sogni. Essi pesano il fiato, il desiderio, la determinazione. Ne fanno misura. I sogni vanno bene per tutto, però non bisogna avere ossessione perché sanno asciugare l’anima di uomo e ridurlo ad uno strazio. Devoti sì, testardi pure, ma ossessivi no. Non vale la pena avere la foga dei dannati per cercare di realizzarli, in fondo la mente non può essere un magazzino di ansie e preoccupazioni. I sogni sanno essere sentenza. 

In L’Odissea dei sogni di Enza Amato sei parte della mente della protagonista, Marnie. Sei viaggio, finzione, realtà. Sogno. Sei anche la forza a cui ti aggrappi per non mollare, per non cadere. E se finisci schiacciato dalle tue stesse paure, hai una strada per essere tosto, caparbio, quella di sognare. Non serve nessuna arte per farlo, ci vuole testa. La mente è così misteriosa, complicata e unica che riesce a trovare una via di fuga, di riparo, di rinascita. E i sogni aiutano. Certo, non bisogna avere lo scuro in testa perché ancora più difficile sarà avvicinarsi ai sogni e anche alla vita. 

Evocativa la prosa, non mancano i colpi di scena. Il lettore è lì nelle pagine, nelle parole, con il fiato sospeso. Si rilassa anche dopo un trambusto emotivo che lo spinge a sapere come andrà a finire. Originali alcuni passaggi e limpido lo stile narrativo. 

Lucia Accoto

Giornalista pubblicista, autrice e conduttrice di programmi TV. Ho la passione per la cronaca nera, per i libri e la moda, senza trascurare lo stile nelle sue sfaccettature. I libri mi accolgono sempre come una signora, posandomi sulle spalle uno scialle di titoli ed emozioni.