Michela Giraud, l’eco genuino della stand up-comedy per risvegliare la risata italiana| RECENSIONE

Istintiva, pungente, auto-ironica: Michela Giraud ha confermato le sue qualità comiche a Villa Ada col suo spettacolo itinerante “La verità, nient’altro che la verità giuro!”.

Dopo la positiva partecipazione nel programma “LOL” e la conduzione impeccabile del CCN news su Comedy Central di questi mesi che le son valse il posto in classifica sulla rivista americana Forbes, la comica romana ha saputo intrattenere per un’ora e mezza una distesa di persone pure nella storica rassegna estiva della Capitale “Villa Ada incontra il mondo” con un monologo autobiografico interrotto solamente dai sorsi d’acqua, divenuti punti compensativi per applausi e risate. Attraverso la sua scomoda vita da “borghese della Balduina” e gli aneddoti su quella vita quotidiana “osteggiata dal successo”, Michela ha portato in scena stereotipi e tabù della società italiana, ancor prima che romana, con sregolatezza e leggerezza, dando sempre l’impressione di un contrasto fra etichetta da mantenere e sana libertà di espressione, scalfita pure da qualche tocco immancabile di volgarità.

Si susseguono quindi i racconti sul Demi Lovato affaire e la conseguente shitstorm vissuta su Twitter, l’abuso familiare del senso di colpa cattolico per limitare la sua indole bellicosa, il rapporto con la madre ansiosa e l’esaltazione della propria forma fisica, innalzata proprio a manifesto del suo personaggio. Uno scudo e ideale contrario alle logiche del vittimismo – di qui la critica al termine “curvy” – costruito comunque negli anni, grazie a quell’ironia pungente, intelligenza artistica e vicinanza dell’altrettanto incandescente sorella che fa riflettere sulla risposta adeguata da dare di fronte ai pregiudizi generati dalla società italiana, dai banchi di scuola fino agli studi televisivi che la vorrebbero ospitare. Infatti il pubblico poteva immedesimarsi ambo le posizioni e capire sotto sotto lo stato d’animo vissuto proprio da tutte quelle persone messe alla berlina che ora, secondo l’artista, hanno ribaltato la situazione, mettendo proprio in minoranza la temutissima razza del “maschio bianco etero”.

Non sono mancati inoltre omaggi a Raffaella Carrà, dall’entrata in scena col bandierone italiano sulle note di “A far l’amore comincia tu” al paragone delle guardie svizzere come carramba-boys del Papa, ma anche i suoi celebri tormentoni di LOL, dalle “f****e con l’ukulele” al “m********e pazzo” senza farli sembrare l’architrave della sua carriera, anzi lasciandoli come corredo finale per il prolungato applauso. Un tributo speciale alla “Nanni Moretti”, come ironicamente detto da Michela Giraud, che le dona la sua città natale, capace di comprendere e valorizzare a pieno lo sforzo genuino della stand up comedian dinanzi a una platea infinita, senza mai un attimo di esitazione.

Ph Flavio Muriana

Luca Fortunato

Nato con la 'penna' all'ombra del Colosseo, sono giornalista pubblicista nell'OdG del Lazio. Accanto alle cronache del mio Municipio con il magazine La Quarta, alterno le mie passioni per la musica e il calcio, scrivendo per alcune testate online (M Social Magazine e SuperNews), senza dimenticare il mio habitat universitario. Lì ho conseguito una laurea triennale in Comunicazione a La Sapienza e scrivo per il mensile Universitario Roma. Frase preferita? "Scrivere è un ozio affaccendato" (Goethe).

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