Donatella Rettore a “Belve”: quando il mondo va avanti, ma l’uomo continua a rimanere indietro!

Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno” disse più di un secolo fa Oscar Wilde, inarrivabile penna d’oltremanica che ha sempre dimostrato di essere molto avanti rispetto alla sua contemporaneità. Per quel che riguarda la nostra, invece, pare che la sconclusionata generazione di idolatranti di quella che dovrebbe essere definita “modernità” non si lasci mai sfuggire l’opportunità di fornirci una prova di quanto tutti siamo indietro rispetto ad un mondo che, dalla notte dei tempi, continua ad andare avanti.

Alcuni giorni fa, mentre ero comodamente seduto in prima fila sul mio divano di casa, ho assistito ad una delle più brutte, per non dire la peggiore e l’ennesima, pagine che la televisione nostrana potesse regalarci. In seconda serata su Rai2, infatti, è andato in onda uno dei programmi più interessanti e irriverenti del mercato televisivo italiano, Belve, il rotocalco d’interviste tutto al femminile condotto da Francesca Fagnani, in cui si raccontano senza filtri (e dopo questa, oserei persino affermare “senza misure”) lestorie di quelle donne che hanno saputo conquistare i propri spazi nonostante le avversità e l’ostinata opposizione offerta dal maschilismo imperante della società. Insomma uno di quei momenti che all’inizio potrebbero valer la pena, ma poi finiscono inevitabilmente per farla! Ebbene sì, perché tutt’ad un tratto Donatella Rettore, ospite della puntata in questione, si è resa protagonista di una parentesi imbarazzante e oltremodo aberrante a causa di alcune sue discutibili dichiarazioni, le quali sarebbero dovute essere, a mio avviso, oscurate all’istante!

Esistono i gay e le checche. E le checche fanno pettegolezzi e non voglio vederli nemmeno sotto la porta di casa” ha detto in diretta tv la cantante, dall’alto di un piedistallo che soltanto la sua mente poteva partorire. E come se non fosse già abbastanza, subito dopo ha addirittura rincarato la dose: “Si mettono dei filtri a cose che sono state ampiamente superate. Dal politicamente correttoal bigottismo il passo è breve. Il politicamente corretto è una cosa perversa e anche un po’ oscurantista. Io rivendico la possibilità di usare anche certi termini, perché sennò veramente ci facciamo della censuraFr*cio, non mi sembra un insulto, e neanche ne*ro. Dipende il modo in cui uno dice tr*ia e uno dice ne*ro. Se tu dici ‘brutto ne*ro’, quello è un insulto. Se tu dici ‘il ne*retto’ è un’altra cosa eh. È l’intenzione che gli dai. Tutto sta nelle intenzioni”. Allora qui la padrona di casa le ha chiesto: “Non sarebbe meglio cambiare parole?”. E la Rettore le ha risposto: “Cambiare parole mi sembra un escamotage un pochettino democratico-cristiano”.

Certo, così come lasciarsi andare ad esternazioni del genere assomiglia ad un banale tentativo per far parlare un po’ di sé. Se proprio dobbiamo parlare di “intenzioni”, mi duole (per lei) ammettere che le sue sono fallite miseramente! Non so cosa ne pensiate voi, ma secondo la mia opinione la violenza verbale, al pari di quella fisica e psicologica, dovrebbe essere condannata e punita anziché mandata in onda o comunque sviscerata per cercare di capirne le motivazioni. Come può un’artista del suo calibro non curarsi della crudeltà delle sue parole, pronte a ferire, a deridere, a ledere la dignità e l’integrità di un qualsivoglia individuo?! Non riesco proprio a spiegarmelo! Sarà forse una questione di “Chimica”?! Beh, ma solamente se te la fumi!!!

Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo. Web: www.simonedimatteo.com

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