Come non darla… vinta, l’esordio letterario della conduttrice Rai Elena Ballerini | L’intervista

“Come non darla… vinta”: il vademecum della Ballerini per ottenere favori da uomini potenti senza che ci sia di mezzo il sesso.

Attente, donne – sembra recitare questo libro, un vademecum su come fare successo, se si è giovani e belle, senza giungere a compromessi – gli uomini ricchi e potenti sono assetati di sesso e hanno una predilezione per il potere.

«Tutto ha un prezzo, ma a volte costa decisamente troppo. C’è un prima, un dopo ma soprattutto c’è un durante. Non è una questione di etica e morale, non c’è bisogno di scomodare i massimi sistemi per scegliere il proprio impatto sul mondo. Si chiama libero arbitrio e ci conduce dritti all’incrocio tra giusto e sbagliato […] Esiste un solo potere che domina su tutti: il sesso. Un potere che tiene svegli anche i più assopiti. Soldi, potere, libertà sono spesso mezzi per ottenere l’intramontabile fine del sesso. Sesso sempre e comunque, e soprattutto con chi non vuole farlo.»

Ci sono varie categorie di Mangiafuoco – l’autrice arricchisce l’opera con citazioni tratte da opere colte o a carattere favolistico –: c’è il nobile decadente, lo schiavista schiavo, il ragazzo non della porta accanto (ossia il successore di qualcuno di potente come il figlio di un ministro, il businessman o broker quarantenne succeduto al suo vecchio nel lavoro ma mai cresciuto e così via), il potente in avaria, l’onorevole miope, il nobile decadente (con le sue buone maniere un po’ obsolete e quasi, nel loro essere anacronistiche, inquietanti), il produttore seriale (il cui armadio è pieno zeppo di scheletri), il giornalista della cronaca fantastica (un bambino mai cresciuto sempre sul pezzo, veloce, conosciuto da tutti e desideroso di esercitare potere e averne indietro gloria), l’avvocato del diavolo, il democristiano pentito.

Elena, il tuo libro è ironico e pungente, quasi duro a tratti. Certamente, riporti le categorie di Mangiafuoco con una chiarezza disarmante. Ti sei trovata dinanzi a ognuna di esse? Ogni capitolo, per te, rappresenta una persona reale?

Le figure descritte non sono frutto della mia fantasia, ma coincidono con personaggi che ho incontrato lungo il mio cammino. Non ho dovuto ricorrere all’immaginazione perché la realtà offriva già moltissimo. Tuttavia non ho interpretato questo manuale come un “regolamento di conti” perché non ho “pendenze in sospeso “ con il passato. Cerco di trarre insegnamenti preziosi dalle esperienze vissute e dai personaggi che incontro, soprattutto considerato il fatto che non ho parlato di orchi o molestatori , con i quali per fortuna non ho mai avuto a che fare. Il teatro umano offre la possibilità di essere protagonisti e spettatori e in una commedia che si rispetti c’è sempre una battuta da ricordare.

Per ogni tipologia, l’autrice suggerisce gli atteggiamenti da tenere, gli abiti da indossare, l’acconciatura da sfoggiare per ottenerne il favore senza che vi sia di mezzo il sesso… quindi sembrando fanciulle rispettabili, intelligenti, capaci. Ad esempio, per la categoria “schiavista schiavo”, la Ballerini scrive: «Lo schiavista schiavo è molto legato alla piccola di casa e ha una morale, confinata nelle mura domestiche, che non potrebbe mai tradire.»

Ogni donna che ha intenzione di fare carriera nello scintillante mondo dello spettacolo si trova dinanzi tutti questi Mangiafuoco? Seguendo le tue indicazioni, tutti possono essere trasformati in Turchini?

La vita ha poche costanti e molte variabili, perciò non è detto che ogni donna ambiziosa segua lo stesso preciso iter di incontri e situazioni. I soggetti che ho raccontato nel libro possono ricorrere nella vita non solo di donne che fanno spettacolo, ma anche di tutte coloro che cercano un proprio spazio nel mondo in tutti quegli ambiti in cui il merito è discrezionale, che sono moltissimi. Sicuramente viviamo in un’epoca dove i sogni sono di difficile attuazione e il potere sussurra alle orecchie di chi sente solo il suono delle mille difficoltà con cui si deve relazionare.

Credo che però le mie “tecniche” possano fornire un valido contributo per sfuggire dalle situazioni più complesse. Turchini si nasce.. ma con un po’di fatica e astuzia lo si può anche diventare. In questo caso sta a noi donne utilizzare al meglio la bacchetta magica.

Le citazioni riguardanti il mondo favolistico sono numerose, benché la fiaba sia legata all’infanzia, a un mondo non corrotto, puro, tenero. Come mai unisci la fiaba alla dura realtà?

Le fiabe hanno quasi sempre un lieto fine che però si fa attendere molto. Ci sono le avventure, i duelli contro i malvagi e la paura di non farcela. Molte donne oggi non riescono più a sentirsi principesse . La mercificazione dell’immagine ha portato molte a cercare di essere un’eroina sulle riviste patinate piuttosto che protagoniste della propria favola… io credo che la volontà di autodeterminarsi possa condurci verso quel lieto fine per cui stiamo lottando .

“Istruzioni per l’uso”, uno dei capitoli finali, dà indicazioni per quanto riguarda l’estetica (capelli sempre legati, no a capi volgari o a rossetti eccessivamente forti), ma con un occhio per i contatti da instaurare con un ipotetico Mangiafuoco. Poi, non bisogna mai dimenticare – ricorda la Ballerini – che ci sono anche quelle che si fanno circuire, che accettano determinate cose pur di stare in vetta.

Ironico, un po’ cinico e molto stravagante, “Come non darla… vinta” si inserisce perfettamente in questo tempo dove gli scandali di uomini potenti che hanno barattato sesso per appoggio e favore sono molteplici.Che ne pensi?

Alcune storie rimbalzate sui fatti di cronaca sono sconcertanti. Dopo lo scandalo Weinstein non si possono più correggere in fase di post produzione gli errori di una realtà molto diversa da quella rappresentata nella finzione cinematografica. La chiave del vortice emotivo in cui si scontrano obiettivi e sogni di una giovane donna contro intenti sessuali mimetizzati, è sapere sempre la direzione da prendere, fin dall’inizio.

Un’ultima domanda prima di salutarti: cosa bolle in pentola, per quanto riguarda la scrittura? Ti cimenterai presto in nuovi progetti editoriali?

Sono già al lavoro e sto per tirare fuori molti altri fogli dal cassetto. Ormai non voglio e non posso più fermarmi.


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Federica Cabras

Ventiseienne, grande sognatrice. Legge per 12 ore al giorno e scrive per le restanti 12. Appassionata di cani, di crimine, di arte e di libri. Dipendente dalle paste alla crema. Professione, giornalista.