LIBERATO ecco chi è il misterioso Rapper che canta in Napoletano

Non è una puntata di Mistero con Daniele Bossari, uno speciale sugli UFO, nè tantomeno un reportage di Voyager. Le canzoni di Liberato sono tutte in dialetto napoletano e nonostante questo, il genere proposto si allontana da quello neomelodico, pur conservando nei testi quel tipico ”amor cortese” ossia esperienza ambivalente di desiderio carnale e tensione spirituale che traccia la giusta distanza tra sofferenza e piacere e può concretizzarsi dunque solo in un amore adultero. Infatti i brani raccontano perlopiù di un sentimento, perso, sofferto e inseguito. I testi sono carichi di tutta quella tragicità del filone musicale sopra citato.

L’enigmatico artista gioca con i termini, fondendo le sillabe tronche del dialetto a frasi inglesi anch’esse composte da parole tronche. La cosa aiuta molto se la priorità è quella di garantire musicalità, offrendo così al pubblico facili tormentoni pop-dance da canticchiare.

Veniamo ai video legati alle canzoni, forse il valore aggiunto che rende i brani meno anonimi: sembrano dei piccoli corti, l’uno connesso all’altro. Puntate di una stessa storia. Serie tv in musica. Una Gomorra a suon di beat e rime. Il regista è Francesco Lettieri già regista dei fortunati video di artisti indie quali Calcutta e TheGiornalisti.

Liberato pare voglia restare nell’anonimato. Una semplice scelta di marketing o un Clark Kent della musica?

Sono diverse le ipotesi sull’identità di Liberato, alcune voci di corridoio sostengono si tratti di un giovane scrittore di Scampia. Poco importa perchè questo progetto nasce proprio per essere virale, giocando appunto con l’ignoto e alimentando il mistero come già è accaduto in passato con Daft Punk, Gorillaz, e in ambiti diversi dalla musica, si veda Banksy e il fenomeno letterario Elena Ferrante.

C’è da dire d’altro canto che in un mondo sempre più focalizzato sull’immagine e l’ego, la scelta di nascondersi al pubblico non poteva che generare forte interesse. Se ci si pensa bene, lo stesso nome Liberato suggerisce l’idea dell’anonimato. In quanto l’essere famosi, virali, riconoscibili espone a critiche e a tutta un’altra serie di inconvenienti che la “libertà” la minano.

Dunque c’è qualcosa di poetico in questa scelta. Ricorda verosimilmente l’intento del MeP (Movimento per l’emancipazione della poesia). Un movimento artistico che si propone di infondere nuovamente nelle persone interesse e rispetto per la poesia intesa nelle sue differenti forme. E c’è da dire che Il Mep nel suo statuto impone l’anonimato dei singoli autori, affinché sia la poesia in quanto tale a essere messa in primo piano piuttosto che i singoli poeti. Chissà se tra le due cose può esserci un legame.

Un altro stuzzicante particolare

Il suo live alla rotonda Diaz di Napoli ha visto presenti 20.000 spettatori speranzosi di soddisfare la morbosa curiosità di conoscerne le generalità. Lui, una sorta di Batman che per il suo live è arrivato a bordo di un gommone attorniato da diverse figure vestite tutte uguali, capuccio in testa e bomberino, due dei quali poi si sono rivelati essere suoi musicisti. Tutti nascosti dalle luci, in un live durato appena 40 minuti.

Quindi Liberato è il frontman o il nome dell’intero gruppo?

Questo non c’è dato ancora saperlo.
Notizia fresca è che il 9 giugno sarà a Milano. Il luogo dell’evento però pare sia ancora segreto.

 


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Simone Pozzati

Scrittore e autore di canzoni. il suo primo libro "Labbra Blu" (Diamond Editrice 2015), è una raccolta di storie nere, di inusuale follia, che rievocano le dantesche e infernali cantiche. È stato il curatore editoriale del libro contro la violenza sulle donne "Era mio padre" - Claudia Saba (Diamond Editrice 2016). Il drago di Carta (Augh Edizioni 2017) è una favola per bambini volta a far riflettere sul valore dei sogni. Presto diventata spettacolo teatrale. Ha collaborato come autore all'ultimo disco dei Remida "In bianco e nero" (Radiocoop Edizioni). Il suo ultimo libro è "Il testo e la figura del paroliere"(Arcana)