“La strage continua” | la verità sulla morte di Pecorelli | RECENSIONE

La verità ha una faccia sola. Diversi, invece, sono i volti che cambiano in atteggiamenti di facciata. Indossano maschere per nascondere qualcosa, per essere credibili, per allontanare dalla propria persona sospetti, accuse, scandali. Si affidano così alla menzogna. Mentono. Studiano a tavolino altre storie, lontane o diverse dalla verità. Costruiscono bugie, accompagnate da dimenticaze ad hoc e silenzi. I vigliacchi per salvarsi la pelle insabbiano la verità e ne modellano una completamente nuova per uscirne puliti, incolumi, intoccabili. C’è poi chi ci mette la faccia e anche la firma per il rispetto della verità, quella che ai meschini fa paura. Eppure, scrivere quando si toccano i poteri forti, i segreti e gli interessi di Stato è pericoloso. Le inchieste, quelle che fanno tremare i Palazzi che contano, le alte cariche istituzionali, i vertici della malavita e le banche, sono un problema. Spesso la questione si risolve mettendo a tacere tutto, bocche e penne. Ciò che preoccupa gli innominabili è l’inchiostro e non il sangue sulle loro coscienze, ammesso che abbiano entrambi.Invece i giornalisti di razza, quelli che non si spaventano, che vanno avanti, che scavano e scovano la verità per diritto di cronaca, camminano sempre su un terreno minato. Sono scomodi, per questo fondamentali per la corretta informazione. Non si piegano di fronte alla paura e hanno la schiena dritta perché raccontarepericolose verità fa parte del proprio lavoro, scelto e voluto. 

Il libro La strage continua di Raffaella Fanelli fa chiarezza su uno dei più oscuri misteri d’Italia, il caso Pecorelli. Tanto si è parlato e sparlato su Mino Pecorelli, il giornalista di OP, Osservatorio Politico, il settimanale di cui era direttore. Un giornalista dal fiuto eccezionale che non guardava in faccia nessuno quando doveva scrivere notizie scottanti, ucciso il 20 marzo 1979. Un assassinio, il suo, a tinte fosche intriso di giallo, di depistaggi, di falsità, di poteri fortissimi ed occulti, di strategia. Anche quella di demolire ed infangare la sua professionalità. Un foglio e la bozza di un titolo. Appunti da stendere poi in articoli su OP, La strage continua. Le tracce e le piste che fiutava, che poi diventavano verità attraverso prove inoppugnabili, lo hanno portato a scoperchiare verità indicibili per tutti, non per lui. Dopo tantissimi anni la procura riapre le indagini sull’omicidio Pecorelli. Tutto grazie alla scrittrice -giornalista, Raffaella Fanelli. Lei voleva sapere di più sulla pistola con cui è stato ucciso il giornalista. Saperne di più attraverso una perizia, mai fatta prima. Si parte da un errore, da una negligenza, da una ferrea volontà di occultare la verità per scoprirla nella sua pienezza. 

Sconvolgente il libro, La strage continua. Per le verità raccontate, per la vera storia sull’omicidio di Mino Pecorelli, per le testimonianze inedite. C’è una grandissima  mole di lavoro dietro alla scrittura. Raffaella Fanelli, anche lei una giornalista di razza, ha intervistato personaggi come Licio Gelli e Maurizio Abbatino per capire e fare bene il suo lavoro. Ha ascoltato udienze, ha cercato documenti riservati, ha letto relazioni, faldoni di dichiarazioni, di processi, prima di mettere tutto nero su bianco. Preciso, pulito il suo racconto. Il libro è una scalata su una montagna impervia, quella della verità. La vera storia dell’omicidio di Mino Pecorelli.

Titolo: La strage continua

Autore: Raffaella Fanelli

Editore: Ponte delle Grazie

Pagine: 217    

Lucia Accoto

Giornalista pubblicista, autrice e conduttrice di programmi TV. Ho la passione per la cronaca nera, per i libri e la moda, senza trascurare lo stile nelle sue sfaccettature. I libri mi accolgono sempre come una signora, posandomi sulle spalle uno scialle di titoli ed emozioni.

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