“La Confraternita del Re” di Giuseppe Pascali | RECENSIONE


Non si può fingere e mentire dinanzi alla bellezza. Essa stessa ti impone la verità. Se fossi bugiardo, falso, sentiresti il sudicio attaccato alla pelle già all’idea di mentire. E la menzogna si ricorderebbe, se hai coscienza, che sei uno stupido ad oscurare la nitidezza di ciò che è chiaro. Succede anche con i libri. Con certi, però. Con quelli che hanno tutto e non difettano in niente. Libri che hanno la bellezza delle storie, della scrittura, del fluire delle emozioni che dalla carta si fanno battiti, respiri. I tuoi, da lettore. Ti senti soddisfatto di avere tra le mani un libro che porta l’animo in festa. I sogni esistono anche su inchiostro e viverli attraverso la lettura rimpicciolisce, di molto, la distanza tra normalità e felicità. E allora, con libri del genere non ti azzarderesti a dire ciò che non è. Saresti sbugiardato all’istante dalla tua stessa coscienza che si ricorderebbe quanto tu sia misero ed irrispettoso davanti alla bellezza. I libri mettono ordine su tutto. Hanno il potere di far tacere i falsi riscattando la sostanza del volo verso l’immaginario.


Il romanzo La Confraternita del Re di Giuseppe Pascali è una risacca di mistero, di segreti, di coraggio, di determinazione, di ricchezza, di potere, di verità nascoste. Il lettore sente ogni suo singolo muscolo stendersi o indebolirsi da come la storia cammina sulle pagine attraverso l’indole dei personaggi. Si sente mancare per la loro sorte e si rianima sulla base della forza di alcuni di loro. Per altri, invece, scattano sentimenti duri, di sdegno e di collera. Il lettore diventa esso stesso il cuore dei protagonisti. Occhi ed orecchie, invece, sono quelli di spie che si annidano nelle notti di una Venezia minacciata da un’oscura Confraternita che vuole dominare non solo sulla Serenissima, ma sul mondo intero per via di qualcosa che viene da molto lontano anche nel tempo. Dapprima un omicidio, quello di un ricco patrizio e membro del Consiglio dei Dieci, poi un sospettato sino ad una girandola di eventi che avanzano come una risacca, ed infine il coraggio e determinazione di una donna. 

Curato lo stile dello scrittore. Nulla di artificioso o di artificiale, la sua è una penna brillante. È talentuoso, Giuseppe Pascali. Ha una grande capacità narrativa, riesce a scrivere portandosi dietro il lettore senza mai affaticarlo regalandogli la bellezza di una storia che finisce al cuore di chi legge. E lì sarà conservata la bellezza senza alcuna menzogna. 

Lucia Accoto

Giornalista pubblicista, autrice e conduttrice di programmi TV. Ho la passione per la cronaca nera, per i libri e la moda, senza trascurare lo stile nelle sue sfaccettature. I libri mi accolgono sempre come una signora, posandomi sulle spalle uno scialle di titoli ed emozioni.